12 marzo 2012

RUHPOLDING 2012 AI RAGGI X




Il pubblico di Ruhpolding


Conclusi i mondiali di biathlon è tempo di bilancio per tutti quanti. Non c’è alcun dubbio sul fatto che Martin Fourcade al maschile e Tora Berger al femminile siano stati i protagonisti assoluti.

 Fourcade vince la sfida con il suo diretto rivale, Svendsen, e vola anche verso la vittoria della Coppa del mondo (prossima
settimana ultima tappa in Russia); la Berger se vogliamo a sorpreso tutti, gran parte del pubblico si aspettava di vedere al suo posto il nome di Magdalena Neuner. La Norvegia si è aggiudicata il medagliere con 4 ori, 1 argento e 1 bronzo anche se la Francia ha ottento più medaglie: 3 ori e 5 argenti.
In campo maschile oltre alla superiorità di Fourcade nelle prove individuali (3 ori su 4), qualche sorpresa c’è stata: lo sloveno Fak si è dimostrato ancora una volta presente quando in palio ci sono le medaglie, Bauer non è stato da meno mentre una soddisfazione se l’ha tolta anche la Repubblica Ceca con Soukup e il suo bronzo nell’individuale.
In campo femminile, oltre al dominio Berger, nelle prime giornate si sono alternate Neuner e la forte bielorussa Domracheva; molto brava la francese Brunet che con la sua precisione al tiro è riuscita a colmare il gap sugli sci e a portarsi a casa due argenti.

Marie Laure Brunet che festeggia un podio mondilale

Se la Bielorussia si coccola la Domracheva come unica atleta a cogliere almeno una medaglia in questi mondiali, ci sono altri due paesi che grazie a due atlete fanno altrettanto: l’Ucraina con Vita Semerenko e la Finlandia con la Makarainen che ha riscattato nell’ultima gara utile le precedenti e deludenti prestazioni.
Svezia e Russia: due nazioni che se ne tornano a casa con umori esattamente all’opposto; la Svezia, se vogliamo un po’ a sorpresa, è riuscita ad ottenere 5 medaglie tra cui il bronzo della Ekholm che si ritira a 27 anni, la Russia è riuscita a fare peggio dei mondiali casalinghi dell’anno scorso ottenendo solo due bronzi negli inseguimenti (Shipulin e Vilukhina), un mondiale davvero di sofferenza che sicuramente lascerà degli strascichi che qualcuno dovrà pagare, anche perché le olimpiadi di Sochi si avvicinano e lì non si potrà sbagliare.
Per quanto riguarda l’Italia è stato un mondiale positivo, anche se non è stata ottenuta alcuna medaglia, ottima la prova della staffetta maschile, quarti, come ottimo è stato il mondiale di Windisch Markus; mentre Hofer è sempre arrivato a giocarsi le medaglie svanite poi per la sua imprecisione al poligono. Molte buone le prestazioni in campo femminile da parte delle giovani del 1991 Runggaldier e Gontier future protagoniste della nostra nazionale.
Una nota di merito va al pubblico tedesco, imponente la presenza negli spalti ogni giorno (si parla di quasi 30.000 spettatori ogni gara); da brividi il tifo da stadio per la medaglia che tutti volevano ovvero l’oro nella staffetta femminile.





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