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16 dicembre 2014

UNA SFIDA PERSA IN PARTENZA...ROMA 2024!!!

Non c'è peggior cosa di perdere senza averci provato...parole sante, ammirevoli, che oggi l'onorevole Renzi ha espresso di fronte alla folta platea, che all'annuncio di una possibile Roma 2024 esultava come se in colpo solo l'Italia abbia risolto tutti i suoi problemi. Non facciamoci ingannare, l'Olimpiade è una cosa seria e va costruita con persone serie, non tutti la possono ottenere!
De anni fa Monti annunciava la rinuncia per la candidatura al 2020, ma ora Renzi volta pagina: cos'è successo in questo lasso di tempo? L'economia è ritornata dentro i binari della normalità? L'ottimismo esce dai confini? Oppure si tenta l'ultima insperata mossa? Mi sa che c'è da prendere l'ultima domanda se si vuole dare una motivazione a questa scelta.
Analizziamo come vengono considerate le Olimpiadi negli altri paesi sotto vari punti di vista: organizzare un'Olimpiade estiva significa spendere 10 miliardi, lasciamo perdere il fatto che noi italiani siamo bravissimi a far lievitare i costi, mentre un'Olimpiade invernale vale circa un terzo come spesa. Atene ha speso 15 miliardi, Pechino 60 e Londra 10 nelle ultime tre edizioni olimpiche disputate, risultato? Ad Atene le strutture sono state abbandonate per darvi un'idea pensate a ciò che si voleva fare (e non è stato fatto, o comunque in parte) per i Mondiali di nuoto di Roma 2009, a Pechino le cose sono andate diversamente data la solidità positiva del paese, a Londra un'altra miriade di polemiche per la gestione delle infrastrutture e per quelli che poi sono i costi effettivi che in partenza erano stati stimati in altri numeri. 
L'Olimpiade non conviene più. Conclusione a cui sono già arrivati paesi ben più avanti dell'Italia che ci hanno già fatto quattro conti e hanno visto che l'ondata positiva dei Giochi è da rivedere, quello che si è visto con Barcellona 1992 sembra alquanto irrealizzabile ora come ora, o quantomeno la situazione e il contesto erano ben diversi. Otto nazioni si sono già sfilate per l'assegnazione dei Giochi invernali del 2022, secondo voi perchè? Perchè la Svizzera, si la Svizzera, ha fatto un referendum per Saint Moritz 2022 e la gente ha risposto quasi totalmente in maniera negativa? E in Polonia più o meno vi è stata la medesima situazione, oppure in Svezia e in Norvegia dove si è fatto il referendum per vedere se la gente vuole o meno un evento del genere. Una volta intervistata quella gente ha espresso il proprio disappunto verso una spesa che sarebbe folle, perchè prima vanno risolti altri problemi, poi si può rischiare a ottenere l'impossibile.
Altro punto dolente. Perchè concentrare tutti i soldi per un evento quando invece si potrebbero dare soldi alle singole federazioni per crescere? Eclatante è il caso negli sport invernali tanto per fare un esempio: il biathlon ha potenzialità da grande nazione, nel fondo con tutto il rispetto per chi ci prova, ma con gli errori del passato stiamo facendo ridere, nello snowboard ce la giochiamo, nello sci alpino se non ci muoviamo diventeremo piccoli piccoli, e pure soldi all'orizzonte per investimenti nei vari settori non si vedono. Come mai? Vergognoso quello che è successo nel mondo dei moguls: Deborah Scanzio, atleta da prime dieci del mondo è stata costretta a cambiare nazionalità (passata alla Svizzera) perchè la federazione italiana vi ha chiuso il settore avendo solo quell'atleta all'attivo. 
Un'altro aspetto da considerare, come in tempi non sospetti qualcuno ha già detto, sono le nuove norme del CIO. Il fatto di disputare un'Olimpiade in città diverse della stessa nazione non significa ridurre i costi da quel punto di vista, anzi, le strutture vanno sempre realizzate e a pensarci bene la rete dei trasporti va comunque potenziata in tutto il paese, e non in una singola città! Venezia? Milano? Roma? Beh, un'Olimpiade va data a chi se l'è guadagnata e a chi se la può permettere (mi hanno da sempre insegnato che "si fa il passo secondo la gamba"), secondo voi con tutto quello che è successo vi è una città tra le tre citate che se l'è guadagnata? 
Senza dubbio vi sono anche gli aspetti positivi, li lascio a voi perchè a caldo vedo solo una negatività astronomica di fronte a questa candidatura, ma vi invito a guardarvi attorno perchè l'Italia ha bisogno d'altro ora come ora. Un grosso in bocca al lupo lo auguriamo a chi da Gennaio cercherà l'impresa con i soldi dei cittadini, intanto fino al 2017, poi da settembre di quell'anno se sarà Roma 2024 non esultate perchè l'Olimpiade la si deve giudicare anche negli anni successivi alla realizzazione...


14 aprile 2014

UN'INDIMENTICABILE FERITA IN UN MERAVIGLIOSO 13 APRILE DI GRANDE SPORT!

13 aprile 2014. È la classica domenica sportiva primaverile. Emozioni infinite per chi fa dello sport una sua essenza. La primavera segna un avvio verso la fine di alcuni campionati, ma può esser altrettanto vista come l’inizio di campionati di molti sport, vedi i motorsport.
Purtroppo non poteva esserci peggior inizio per il campionato italiano velocità. Ci ha lasciati Emanuele Cassani, 25 anni, un ragazzo con tanti sogni da realizzare davanti e una passione infinita per quelle moto che lo hanno tradito. Come Marco Simoncelli, nel circuito intitolato a Marco Simoncelli, un destino crudele che ogni tanto ci ha abituati a questi scenari. Scene che non vogliamo più vedere e vivere.
Nell’altra parte del mondo, ad Austin, domina, anzi stradomina, l’ennesimo Marquez; gli avversari sono avvisati per la lotta al titolo. Forse la notizia che ci fa più piacere è il terzo posto del “Dovi”. Dovizioso riporta la Ducati dopo un anno e mezzo sul podio. Semplicemente meraviglioso.
Infinita Chiara Fontanesi, un po’ meno lo è stato il “Tonino Nazionale”, ovvero Tony Cairoli. “Il Ciclamino” così si chiama il crossodromo di Arco di Trento, che ieri ha ospitato il mondiale di motocross condito dalle decine di migliaia di spettatori assiepati lungo il tracciato pronti a spingere i nostri beniamini. Missione compiuta per la nostra regina Chiara Fontanesi che si porta a casa il Gran Premio d’Italia, quello che non è riuscito alla vera star della tre giorni trentina, Cairoli. Ma la tabella rossa è ancora sua.
Per rimanere ancora in tema, dal Marrakech riparte l’avventura targata Loeb. Vittoria in gara 2, e l’impressione è che anche qui il fortissimo francese possa fare la voce grossa. Che bello che è quest’anno il mondiale turismo, ma soprattutto: che Fenomeno Loeb!
Il calcio ci ha regalato emozioni immense anche questo weekend. La Serie A ci ha regalato i goal, ma è l’Inghilterra ancora una volta che ci insegna lo spettacolo: siamo partiti col Wigan che sabato ha sfiorato la seconda finale consecutiva di Wembley nella FA Cup contro il più quotato Arsenal arrendendosi soltanto ai rigori. Ma l’atmosfera vista a Liverpool ha dell’incredibile. Non ci sono tante parole: lasciatevi travolgere dai brividi nel vedere l’inno prima del match.
Continua, inesorabile, senza freni, il declino del ciclismo italiano. La Parigi-Roubaix ha coronato la sorpresa Terpstra e sancito che il primo italiano è Pozzato cinquantesimo. Sono finiti gli anni d’oro e l’ultima nostra vittoria a questa magica corsa risale al 1999 con Tafi. Chissà a quando la prossima.

09 aprile 2014

E' USCITA LA FIFA OFFICIAL SONG DI BRASILE 2014!

Eccola, finalmente è uscita, l'erede di Waka Waka di Shakira, la colonna sonora del 2010 che ha spopolato durante i Mondiali di calcio. We are one (Ole Ola), questo è il titolo scelto per la canzone ufficiale della Fifa World Cup 2014, che vede tre protagonisti principali: Claudia Leitte, Jennifer Lopez e Pitbull. La Leitte, che in patria è ben conosciuta, si dice onorata di poter lavorare e condividere questi momenti con due star internazionali come Jennifer Lopez e Pitbull. Eccola qui pronta per essere ascoltata:


08 aprile 2014

COME STAI ITALIA? LUCI E OMBRE DEL WEEKEND SPORTIVO

L’impresa compiuta dalle parti di Napoli nel tennis la ricorderemo tutta la vita. Non accadeva da 16 anni di entrare nella semifinale di Coppa Davis, e mai prima d’ora abbiamo avuto la possibilità di disputare la semifinale sia nella Davis che nella Fed Cup con le donne. Fognini mostruoso, fa fuori il numero 8 al mondo, vincitore di Wimbledon 2013, mentre Seppi ha chiuso il cerchio in un match nel quale era nettamente favorito visto l’avversario che lo vedeva contrapposto. Ora sotto la Svizzera, sembra Davide contro Golia, o meglio Italia contro Federer e Wawrinka. Ma a guardare la sfida sotto la lente d’ingrandimento, qualche possibilità la si intravede: la fiducia degli Azzurri, conquistata a Napoli, sarà fondamentale, e poi non dimentichiamo che i match verranno disputati subito dopo la finale US Open, nella quale Federer o Wawrinka potrebbero parteciparvi, rinunciando poi alla sfida con l’Italia. Di certo la superficie non ci aiuterà per nulla, si giocherà sl veloce e non sulla terra rossa, dove d’ora in poi gli stranieri dovranno stare attenti dalle nostre mine vaganti che hanno fatto vedere di sapersela giocare.

Nel paese del Sol Levante non hanno finito di stupire gli atleti italiani: dopo Carolina Kostner, lascia il segno anche un’immensa Vanessa Ferrari. La ginnastica artistica ruota intorno alla nostra 23enne; a Tokyo in Coppa del Mondo ha vinto, anzi stravinto, ma quello che sorprende è che in serbo ha ancora qualcosa di più difficile, il ciò significa ancor più una mazzata per le avversarie. Mancano 2 anni, ma Rio 2016, sembra essere già il solo e unico pensiero della Ferrari che non vedrà l’ora di rivendicare quella beffa di Londra 2012. Usa e Cina, sono avvisate.

Era difficile raggiungere i risultati di Miami dove l’Italia della vela aveva dato spettacolo, ma a Palma di Maiorca non siamo andati poi così tanto male. I giovani devono crescere per trovare quel ritmo e quella continuità che serve per competere con i big del circuito iridato. L’esperienza della Sensini sicuramente li saprà guidare sulla retta via. L’unico podio di Bissaro-Sicouri non è l’unica cosa positiva, la Tartaglini e Coccoluto sono il nostro futuro.

Abbiamo già avuto modo di approfondire lo storico bronzo iridato dell’Under 17 femminile in Costa Rica. Sono quasi finiti gli aggettivi per definirle, ma intanto ci godiamo il podio pensando che il futuro sarà più che roseo con queste magiche ragazze. Purtroppo dal Menti di Vicenza non arriva la notizia che volevamo: la nazionale maggiore fa 0 a 0 con la spagna e vede la qualificazione mondiale più lontana, servirà passare per l’ostica strada dei playoff.

Nei pesi la Sicilia ci fa sognare. Genny Pagliaro e Mirco Scarantino portano la nostra nazionale in cima al panorama europeo, lei con una tripletta d’oro e lui con un grande argento. Il margine di crescita è ancora ampio, soprattutto per Mirco che continua a crescere di giorno in giorno, particolare non da poco il fatto che abbia saputo migliorarsi ad ogni competizione internazionale fin qui disputata.

Se senti la parola Grimaldi non la puoi non associare a Martina. Ormai le vittorie sono un’abitudine, non fanno poi più di tanto scalpore nel nuoto di fondo. Se lei è una certezza, dal Messico, provano i maschietti ad esserlo. Se vogliamo questa è una bella notizia, ovvero il ritorno a grandi livelli negli uomini che da anni mancavano.

Niente di positivo nemmeno dal Bahrain. Torna lo spettacolo ma non tornano le Ferrari, questo è l’impietoso verdetto che vede la nostra parte di Italia ancora in grossa difficoltà nel circus della Formula Uno. Montezemolo si arrabbia? Fa bene, ora alla prossima si potrebbe già parlare di anno da buttare se dovesse andar male…

Male, molto male, la lotta. 13 sconfitte e una vittoria, sconfitte subite tutte al primo turno. I numeri sono impietosi quelli che provengono dagli Europei di Lotta disputati in Finlandia. Siamo nei fondi del continente, senza contare che in giro per il mondo ci aspettano corazzate quali l’Iran, il Giappone e gli Stati Uniti. Urge un grande e radicale cambiamento a livello tecnico, speriamo che dal Coni arrivi, per rivedere questo sport, che ha dato grandi gioie all’Italia in passato, a buon livello e poter lottare con i grandi.

Concludiamo con la grande delusione di questo inizio 2014: il ciclismo. Non siamo competitivi, e la peggior cosa è che non solo non abbiamo nessuno in grado di vincere, ma qualcuno che ci provi a farlo. I giovani che si distinguevano nel mondo giovanile faticano tra i big, e gli uomini di esperienza non rispondono presenti agli appuntamenti che contano. Difficile vedere a breve imprese nelle Ardenne. E’ aperta ufficialmente la crisi del ciclismo italiano.

03 aprile 2014

QUANTO MERITA L'UNIONE TRIESTINA 2012 LE GOCCE DI SUDORE DI GODEAS E COMPAGNI?

Denis Godeas
Il calcio dilettantistico col passare degli anni sembra sempre più un mondo incerto, circondato da persone che sembrano voler far del male piuttosto che il bene di giocatori e società, non più la sfera in cui si può dimostrare il proprio amore per il pallone attraverso il divertimento. E poco importa se si parla di dilettantismo o semi-professionismo. Ma quello che si legge nella pagina facebook ufficiale, di Denis Godeas, ha dell’incredibile e fa sorgere tante domande, fa riflettere, a cui è difficile trovare una risposta se non quella del “chi te lo fa fare?”. Denis Godeas, attaccante messosi in luce in terra triestina con la cavalcata nel professionismo, quest’anno ha deciso di rimettersi in gioco proprio in quella piazza che tanto ha amato e porta a cuore, Trieste, ripartendo dalla Serie D, dopo l’anno in Eccellenza. Ieri sera, dopo tante speculazioni, opinioni e articoli di giornalisti che si improvvisavano protagonisti all’interno dello spogliatoio, è arrivato il “post” dell’attaccante alabardato che mette in chiaro di quale sia la situazione che sta attraversando questa gloriosa società. Dalla descrizione ne esce una situazione che fa venire i brividi (vedi il post): dalla gente non pagata, costretta allo sfratto, genitori che non hanno soldi per mandare i bimbi all’asilo, giovani che non riescono più a pagarsi i pasti, medici costretti a pagare di tasca loro i medicinali per la squadra. Orrore verrebbe da dire. Ma in altrettanto modo verrebbe da chiedersi: dov’è la federazione? Perché gli si permette a questi teorici presidenti di continuare a far squadra? Perché nessun provvedimento? Domande a cui anche le più alte cariche non troverebbero risposte adeguate, ma intanto si continua a proseguire.
Premetto che le isole felici ci sono sempre, quelle che adoperano secondo le proprie potenzialità, ma quella dell’Unione Triestina 2012 forse ne è l’esempio di molte società, la maggioranza, dalla Serie D in giù che continuano a fare le cose in grande pur non avendo le possibilità. Poi alla fine ci rimettono sempre i giocatori, in particolare i più giovani che magari arrivano da lontano; senza dimenticare una cosa, che come dice il bomber Godeas, giocare a Trieste, pur in Serie D, significa essere professionisti, allenarsi 5/6 volte la settimana senza aver la possibilità di affiancare al calcio un lavoro. Il messaggio finale dei giocatori è da brividi: lotteranno fino alla fine col sudore per questa maglia! Il 2 a 2 a Marano ne è la prova!
Rabbia, incredulità, amarezza ma soprattutto vicinanza a tutti i giocatori dell’Unione Triestina 2012!!! 

18 marzo 2014

LA SFIDA DELLE SFIDE: TRENTINO 2026!!!

Scorri le notizie in internet. Ti imbatti in quelle sportive, Milan, Champions, Europa League. In fondo esistono anche gli articoletti degli sport invernali. Tra tutte le voci, una fa assolutamente scalpore. Per chi conosce il fuoco olimpico, la magia dell'Olimpiade, la notizia ha una certa importanza. 20 anni dopo Torino 2006 potremmo avere un'altra Olimpiade invernale in Italia. Ora è ufficiale. Trentino si candida per ospitare l'edizione del 2026. Che bello. Sarà difficile. Mellarini, assessore allo sport provinciale, dice che ce la metteranno tutta insieme al Coni, presieduto da Malagò. Tanti gli ostacoli, tra tutti la candidatura di Roma per le Olimpiadi estive. Ma Trento, eh già perchè non si può candidare una regione ma una città, ha anche dei vantaggi: i costi sarebbero molto inferiori rispetto ad altre città, le strutture già ci sono, e di recente sono già stati ospitati i mondiali di sci nordico e le Universiadi. Dovesse andare male? Si punterà alle Olimpiadi giovanili. L'occasione è unica. Proviamoci. 

17 marzo 2014

LIVENTINAGORGHENSE: IL CALCIO PROVINCIALE CHE BATTE IL PROFESSIONISMO!

Se dici Liventinagorghense può essere che un siciliano ti dica di conoscerla, anche un laziale, oppure un pugliese. Eh si, perchè la prestigiosa società calcistica veneta, nello specifico trevigiana, in campo giovanile si è fatta ben conoscere a livello nazionale, arrivando a conquistare scudetti tricolori, o comunque partecipando a più edizioni della fase finale per la rassegna tricolore per le categorie Giovanissimi e Allievi. Ora la notizia non riguarda ciò che abbiamo appena descritto, dato che manca ancora molto alla fine dei campionati giovanili, ma a destare stupore è la classifica del girone dei Giovanissimi Sperimentali del Veneto, il girone A. La Liventinagorghense si trova, a sette giornate dal termine, a lottare per il titolo contro tutte le squadre professionistiche della regione che sulla carta dispongono di un bacino d'utenza molto più ampio per costruire squadre più competitive dei pari età che si trovano nelle realtà "provinciali". Notizia su notizia è la vittoria di ieri sul ChievoVerona, in trasferta tra l'altro (0-2). Vittoria che ha regalato ai mottensi la possibilità di acciuffare il sogno del primo posto nel recupero che si svolgerà mercoledì col Padova.
Di certo non è un'episodio quello che sta succedendo, dato che la società trevigiana in ogni annata è in grado di competere con qualsiasi realtà professionistica ogni anno, ma ciò è la conferma, l'ennesima, di un lavoro magnifico che da anni si fa in quel di Motta di Livenza, con determinati allenatori coordinati da grandi responsabili. Serietà, impegno, sacrificio e tanta passione per il calcio, questo sembra essere il vero slogan della Liventinagorghense, che già tanti campioni ha sfornato, come per esempio Bryan Cristante, Federico Gerardi e Kingsley Boateng. 

07 marzo 2014

QUEL BAMBINO SUDAFRICANO CON UN SOGNO BRASILIANO...

Sta facendo il giro del mondo il video del bambino che in occasione di Sudafrica-Brasile, disputatasi mercoledì, invade il campo per realizzare il proprio sogno: quello di vedere i giocatori del Brasile da vicino. Mentre le guardie corrono subito per fermarlo, potenzialmente potrebbe essere kamikaze, come avranno pensato, ma i giocatori se ne accorgono subito e cominciano a prenderlo in braccio. Il bambino, meravigliosamente, viene lanciato in aria dai giocatori del Brasile, che poi cominciano a fare le foto insieme a lui, in primis Neymar che sembra il più coinvolto.
Questo è anche calcio, quel calcio che magari in Italia si sta perdendo sempre di più, ma che vorremmo tornasse di moda, quel calcio più vicino a tutti…


28 febbraio 2014

IL RACCONTO DI SOCHI 2014 IN UNA MERAVIGLIOSA POESIA DI GIOVANNI BRUNO

Eccoci qua. Si chiude. E quando si finisce c’è sempre quella strana sensazione di profonda tristezza da ultimo capitolo, ultime pagine, ultime righe di un bel libro, bel racconto, di una meravigliosa favola, di un qualcosa che ti ha preso, che ti è piaciuto e non vorresti finisse mai. È l’Olimpiade. Unica nel suo genere, nel far conoscere, nell’aggregare, nel trionfo, nella sconfitta, nelle emozioni. L’Olimpiade è unica, è una bella favola che lascia sempre alle sue spalle tutto ciò che la circonda prima per farti entrare nella narrazione poi. Mai come stavolta si partecipa nelle immagini, si riesce a carpire ogni singolo respiro, ogni minimo movimento, attimi indimenticabili che fanno parte del sogno di ogni atleta, quel sogno lo percepisci, lo catturi, lo rubi, e vieni rapito da tutto ciò che è un gesto sportivo, da una concentrazione prima del via con occhi persi nel vuoto, all’azione precisa e a tutto ciò che è una conclusione brutta o bella, che sia delusione o sorriso che sia urlo di disperazione o di gioia. È sempre quella commozione poi il coronamento di soddisfazioni interiori che si trasforma in lacrime. Si ha sempre la sensazione di scrivere e raccontare le stesse cose, sarà così ma non è vero, qui abbiamo capito il coesistere tra la conferma del vecchio campione e il nuovo che avanza, tra l’aumentata bellezza dei ragazzi che ben s’inserisce nel panorama di magiche montagne, nel passaggio repentino tra il sole, la pioggia e la neve, nell’affermazione di sport mai conosciuti e discipline nuovamente amate, un grande piacere che ci ha fatto dimenticare, proprio con tutto ciò, delle preoccupazioni della vigilia, e di tutto il resto, per poi risvegliarci con una vittoria per un pensiero diverso. Sono valori, storie, e come detto, favole. E come tutte le favole, hanno un lieto fine, un qualunque abbraccio, un qualunque volto, per un qualunque semplice e coinvolgente sorriso. La conclusione di un magnifico racconto Olimpico.

Grazie Giovanni, Grazie Sky.

09 febbraio 2014

MENO CALCIO E PIU' SPAZIO AD ALTRI SPORT

Armin Zoeggeler
Se in queste ore ti fai un giro in internet si possono notare tantissime reazioni. Notevoli sono i tweet, commenti, reazioni a livello sportivo. Ma la cosa che più mi ha colpito è l'attrazione della gente verso l'Olimpiade. Tutti che dicono la loro, la commentano, pronosticano, vivono la passione sportiva in maniera esasperata, sostengono sport che se anche non conosci le regole c'è un Azzurro "da spingere". Gran merito è di Sky, ha reso possibile negli ultimi anni di vivere competizioni sportive dalla A alla Z, facendo si che gli spettatori si sentano coinvolti, quasi come fossero lì presenti. E' proprio ai media che voglio arrivare: c'è una curiosità enorme tra la gente di aprire i giornali domani. Eh si perchè c'è tanto da celebrare di un sabato che resterà nella leggenda dello sport, e altrettanto di una domenica che potrebbe essere storia anch'essa. Ma la domanda è questa: quanto i giornalisti sapranno sacrificare al calcio quello spazio che tutti gli sport meritano di avere? C'è una nazionale di calcio a 5 da esaltare, campione d'Europa, oppure uno Zoeggeler che si appresta a scrivere l'ennesima pagina storica per l'Italia; e poi c'è l'Italjet della discesa libera che alle 8.00 del mattino (ore italiane) si gioca carte pregiate per ottenere una medaglia; per non parlare di Bjoerndalen che da storia è passato ad essere vera e propria leggenda con il settimo oro e la dodicesima medaglia olimpica complessiva. Chiede troppo la gente? 

04 febbraio 2014

MAMMA: MI SPIEGHI LA MAGIA DELL'OLIMPIADE?

“Mamma cosa sono le Olimpiadi?” “Figlio mio, vieni qui che ti racconto.” “Le Olimpiadi sono un evento sportivo, magico, prima di tutto meraviglioso perché mette assieme tantissima gente, proveniente da ogni angolo del mondo, popoli diversi, dove ogni differenza viene cancellata.”
“Chi è capace di far ciò mamma?” “Lo sport! All’Olimpiade si sfidano i migliori atleti di questo mondo, capaci di mettere i brividi a tantissimi appassionati di sport, che di sport si nutrono dalla mattina alla sera, e che quando arriva l’Olimpiade sentono qualcosa di speciale.”

“E cos’è che rende tutto ciò speciale?” “Il fuoco. Quel fuoco che proviene dalla Grecia, dove le Olimpiadi ebbero origine in antichità. Dove passa quel fuoco semina stupore, felicità, commozione ed emozione allo stesso tempo, c’è gente che piange solo a vederlo passare lì vicino, e che poi piange anche quando la propria nazione conquista una medaglia. Sai bimbo mio, all’Olimpiade alla fine la differenza tra il bronzo, l’argento e l’oro sembrano azzerarsi al momento, l’atleta che vince il bronzo all’inizio pare ancor più felice di quello che ha vinto l’oro.”

“Quando comincia mamma, che non vedo l’ora?” “Venerdì piccolo mio, poi per 20 giorni speriamo che anche il calcio passi in secondo piano, perché Olimpiade significa anche festa di una nazione, e se poi sono gli Azzurri a vincere medaglie ne faremo ancora di più.”
“Mamma ma potrò mai partecipare io?” “Questo te lo spiegherò più avanti, quest’anno intanto le vediamo alla tv”.
“Grazie Mamma”. 

22 novembre 2013

"A SOLE TRE PERSONE E' BASTATO UN GESTO PER FAR TACERE IL MARACANA'.....

Se ad un brasiliano pronunci il nome di Alcides Ghiggia, potresti andare in contro a serie conseguenze. E' proprio lui l'uomo che nell'epico pomeriggio del 16 luglio del 1950 ha sfilato di mano il mondiale nella finale proprio al Brasile in quel Maracanà stracolmo, facendo diventare grande il piccolo Uruguay. Evento che rimarrà per sempre negli annali del calcio, ricordato al centro del campo proprio in occasione del ritorno di Uruguay-Giordania. Prima del match si è presentato Alcides Ghiggia, ovviamente commosso, con l'immancabile casacca della Celeste con il numero 7 in rosso come quel fantastico giorno, ed è stato celebrato come un vero e proprio trionfatore per un goal che ha saputo zittire un intero Maracanà, ed esplodere la gioia di una 50 di tifosi dell'Uruguay, compresi i suoi compagni di squadra quasi ad aver paura ad esultare per un goal di cui nessuno si immaginava le conseguenze. Per il Brasile è ancora oggi una ferita aperta, il Maracanazo, come viene ricordato tutt'oggi conta anche molte vittime: dopo la sconfitta furono proclamati 3 giorni di lutto nazionale, 34 suicidi e 56 morti per arresto cardiaco accertate. Ghiggia ha vestito la maglia anche dell'Italia da oriundo, quella della Roma e del Milan, e pochi anni dopo si lasciò scappare questa frase : “A sole tre persone è bastato un gesto per far tacere il Maracanà: Frank Sinatra, il Papa e Io”. C’è da chiedersi come lo accoglierà il popolo brasiliano al sorteggio, dato che la federazione ha annunciato che sarà presente anche lui!

24 settembre 2013

DEVIS LICCIARDI SI PRESENTA ALL'ANTIDOPING CON UN PENE FINTO...BECCATO!

Devis Licciardi

Mancava questa all'appello delle furbate per evitare i controlli doping: presentarsi con un pene finto contenente l'urina pulita per superare l'ultimo fatidico controllo. Genialata a dir poco ridicola quella del podista dell'Aeronautica Militare Devis Licciardi, pensava di farla franca, ma sabato a Molfetta in occasione dei campionati italiani assoluti dei 10 chilometri su strada i medici hanno notato subito qualcosa di strano. Ebbene si, nascondeva un pene finto, il quale conteneva l'urina pulita; è stato subito segnalato e ora dovrà comparire dinanzi alla Procura Antidoping del Coni. Ma che diavolo gli è passato per la testa? Mah, io continuo a sostenere sempre la radiazione in questi casi...

09 settembre 2013

TRAGEDIA AL TOR DES GEANTS: MUORE ATLETA CINESE!

Dramma dal Tor Des Geants. Un concorrente cinese è deceduto in seguito ad una caduta nella notte. L'atleta è scivolato nella discesa del colle della Crosatie e ha sbattuto la testa provocando un forte trauma cranico. 43 anni, il suo nome era Yang Yuan, pettorale 1040 l'uomo cinese stava raggiungendo la base vita di Valgrisenche dove molti vi erano già transitati in direzione Cogne, e in una discesa resa insidiosa dalla pioggia è caduto sbattendo la testa violentemente contro le rocce a 2650 metri d'altitudine. L'allarme è stato lanciato da chi ha assistito alla scena e poco dopo l'arrivo del medico lo sfortunato atleta è deceduto. A causa del buio solo stamane è stato possibile recuperare il corpo mentre il prefetto ha deciso che la gara può continuare. Una decina gli atleti in difficoltà per ipotermia. Non a caso è uno dei trail più duri al mondo.

08 settembre 2013

VIDEO DELL'ASSEGNAZIONE DI TOKYO 2020





E' sempre un momento emozionante, l'assegnazione di un evento olimpico. Grande festa per la delegazione giapponese presente a Buenos Aires, guardate la festa al momento in cui viene pronunciata la parola Tokyo...

07 settembre 2013

OGGI SI DECIDE PER L'OLIMPIADE DEL 2020: MADRID, ISTANBUL E TOKYO LE CANDIDATE!

Per Spagna, Turchia o Giappone oggi sarà un giorno memorabile, indimenticabile, perchè queste tre nazioni si giocano l'assegnazione delle Olimpiadi del 2020. Madrid, Istanbul e Tokyo, queste sono le tre città candidate, ognuna con grossi problemi che rispecchiano la nazione, debolezze che vanno nascoste per convincere il Cio che il proprio progetto è il migliore e che le criticità nazionali andranno superate. Ma andiamo ad analizzare in breve le tre candidature:

MADRID: la crisi economica è il punto debole, il paese non sta attraversando un buon momento e il tasso di disoccupazione è tra i più alti d'Europa. Se la gara si gioca sul piano economico, la Spagna avrebbe perso in partenza contro le altre pretendenti; ma per fortuna c'è anche un punto di forza: gli spagnoli sono alla quarta candidatura, le infrastrutture sono già conformi alle richieste del Cio per l'80%, quindi resterebbe da fare "solo" per un miliardo e mezzo di euro in sette anni. 

ISTANBUL: sarebbe una decisione storica, ovvero sarebbe la prima città a maggioranza musulmana ad ospitare i Giochi. La debolezza da nascondere riguarda le proteste nel paese, politicamente ancora non stabilissimo e gran parte dell'indecisione arriva dalla Siria, ove se scoppiasse la guerra, la Turchia di certo non potrebbe dire di non essere coinvolta nel conflitto. Anche economicamente i fondi per gli eventuali Giochi non sono tantissimi, ma la fiorente situazione economica, in forte crescita, potrebbe far si che in corsa si venga a disporre di maggior denaro. 

TOKYO: Fukushima è il grosso problema. L'acqua radioattiva dista soltanto 250 chilometri dalla capitale che dovrebbe ospitare i giochi del 2020, un grosso problema. Dall'altro lato per quanto riguarda l'efficienza e la puntualità nel realizzare le infrastrutture e quanto serve, il metodo giapponese batte tutti. 
In poche parole: per Madrid sembra la volta buona, per Istanbul sembra quasi un'impresa mentre per Tokyo il punto debole è davvero debole...

EURO 2020: IL DESTINO DELL'ITALIA DIPENDE DA QUELLO DELLA TURCHIA, PASSANDO PER L'ARGENTINA...

Come a qualcuno è già noto, il Campionato Europeo di calcio del 2020 sarà il primo campionato itinerante della storia, ovvero non verrà disputato in una sola nazione ma in più città sparse per l'Europa. L'assegnazione della città ospitanti verrà svelata il prossimo anno ma oggi l'Italia "si gioca" una grossa fetta a Buenos Aires: la Turchia che punta ad avere il pacchetto semifinali e finali di quel campionato europeo, oggi sempre in Argentina, saprà anche il destino dell'Olimpiade che si svolgerà lo stesso anno e della quale è candidata, perchè se dovesse farcela allora rinuncerebbe al calcio e l'Italia diventerebbe la favorita per ospitare la fase finale (semifinali e finali) di Euro 2020. Speriamo bene...

06 settembre 2013

INCREDIBILE EPISODIO:GIOCATORI, ALLENATORE, RISERVE E DIRIGENTI CON LO STESSO COGNOME!

Singolare episodio nel mondo del calcio. Nel vicentino, quindi parliamo di calcio dilettantistico, domenica scorsa in occasione della seconda partita del Trofeo Veneto di Seconda categoria, la squadra dello Stoccareddo si è presentata in campo con undici giocatori aventi lo stesso cognome: Baù. Non è finita qui perchè non solo gli undici in campo erano del ceppo dei Baù, bensì anche i panchinari, i dirigenti e l'allenatore. Un avvenimento storico, infatti fanno sapere che l'hanno voluto fare anche per la storia, del quale non si hanno notizie di altre situazioni simili; Stoccareddo è un paesino nel vicentino di circa 400 persone che milita ora in Seconda Categoria e alla domenica praticamente l'intera cittadina si ferma per seguire la squadra in casa e in trasferta. Nata nel 1995 la società poi ha subito la fusione con il Gallio, ma nel 2012 la voglia di ricominciare è tornata perciò si è subito pensato all'iscrizione alla Terza categoria del comitato di Bassano del Grappa. La vittoria del campionato e la finale di coppa (disputata al Mercante di Bassano) subito al primo anno, hanno portato la squadra a iscriversi alla categoria superiore quest'anno. Pensate che questi giocatori prendano rimborsi spese? Assolutamente no, anzi all'inizio dell'anno hanno versato la quota di 120 euro per poter usufruire delle strutture per l'intera stagione. Siamo in presenza del puro calcio fatto per passione...

ECCO LA ROSA COMPLETA SCESA IN CAMPO DOMENICA:

Baù Filippo, Baù Omar, Baù Loriano, Baù Mattia, Baù Mirko, Baù Domenico, Baù Jhonny, Baù Federico, Baù Mauro Baù Loris, Baù Matteo. ALLENATORE: Baù Sandro. RISERVE: Baù Marco, Baù Gabriele, Baù Matteo, Baù Fabio, Baù Roberto, Baù Mattia, Baù Nicola. DIRIGENTI: Baù Thomas, Baù Rinaldo, Baù Renzo, Baù Detlef, Baù Riccardo Baù Moreno e baù Juri.

ESSERCI A BRASILE 2014? UN MIRACOLO: 2.3 MILIONI DI BIGLIETTI RICHIESTI NELLE PRIME 24 ORE!

Com'era prevedibile i tickets per Brasile 2014 cominciano a diventare un sogno. Chi non vorrebbe esserci il prossimo anno? Un'occasione che non ricapiterà più per tanti, nella patria del calcio, in Brasile, dove questo sport è una religione. I primi numeri sono impressionanti, per una prevendita che è iniziata il 20 agosto, dopo sole 24 ore di prevendita questi sono i dati: 2 milioni e 300.000 richieste di biglietti, 372.000 solo per il match di apertura e 344.000 per la finale al Maracanà, il tutto nelle sole 24 ore post apertura della prevendita. La maggior parte delle richieste arriva dall'America stessa, dal Cile, dagli USA, dall'Argentina, e dalla Colombia; c'è tempo fino al 10 di ottobre per "richiedere" i tickets, poi le domande verranno processate e messe tutte in un'urna (dato che il regolamento parlava chiaro nel caso in cui la domanda superasse l'offerta) per eseguire il sorteggio e scoprire quali saranno i baciati dalla fortuna che potranno seguire il mondiale brasiliano dal vivo. Un'impresa verrebbe da dire; insieme alla richiesta  sarebbe meglio cominciare a pregare qualche santo per un aiutino dall'alto... 

05 settembre 2013

ELIA BOTOSSO VICE CAMPIONE MONDIALE DI CICLISMO PARALIMPICO!

Il podio della gara

E' con tanto piacere che elogio la medaglia d'argento di Elia Botosso ai mondiali di ciclismo paralimpico. Elia è un grossissimo amico e parente che seguo sempre, e nel weekend scorso ha conquistato in Canada a Baie-Cameau in Canada il secondo posto dietro all'australiano Gallager nella categoria C5. Elia durante l'anno corre con l'A.S.D. Società Ciclistica Fontanafredda Paralympic Team che da tempo segue questo ambito. Da segnalare anche il settimo posto di Andrea Tarlao, l'altro friulano in gara. COMPLIMENTI ELIA!