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21 novembre 2014

CALENDARIO SPEEDWAY WORLD GRAND PRIX 2015

Cardiff, Millennium Stadium
E' uscito il calendario 2015 per quanto riguarda lo Speedway World Grand Prix, ma non ci sono buone notizie per l'Italia. Quella che è la Coppa del Mondo di questo meraviglioso sport, non farà tappa nel bel paese, ma per ammirare i funamboli dello speedway bisognerà recarsi nella vicina Slovenia a settembre. Otto saranno gli appuntamenti prima di arrivare oltre il confine italiano. Si partirà dall'inedita Varsavia, per proseguire nella new entry dell'anno scorso, ovvero Tampere in Finlandia. Praga e Cardiff rimangono eventi irrinunciabili di questo calendario. Daugavpils ritorna in calendario dopo l'esperimento Riga sempre in Lettonia; Malilla sarà la prima tappa svedese, per poi andare nel nuovissimo impianto danese di Horsens per quello che sarà uno degli appuntamenti più attesi. Nelle ultime 5 tappe due verranno corse in terra polacca, nella mitica Gorzow, e Torun, come penultimo appuntamento. Come si diceva, prima dello stadio interamente dedicato allo speedway di Torun, si passerà per la Slovenia con Krsko e per la sempre magica atmosfera della Friends Arena di Stoccoloma. Esce di scena la Nuova Zelanda che apriva le danze, ma da quest'anno si ritornerà nell'emisfero australe, a Melbourne per l'atto conclusivo.
Sorge spontanea una domanda: rivedremo ancora lo speedway mondiale in Italia? E' anche vero che competere con capitali, non solo di stato, ma intese come "capitali" di questo sport non sarà facile. Giusto che lo speedway possa risaltare dove pubblico e pubblicità non mancano...

08 aprile 2014

SPEEDWAY, IL VIDEO DELLA FINALE DEL GRAND PRIX NEOZELANDESE


L'atto finale del New Zealand Grand Prix. Primo round dello Speedway World Championship.






07 aprile 2014

SGP: SMOLINSKI, ESORDIO CON VITTORIA AD AUCKLAND!

Martin Smolinski
C’è l’impressione, e ben fondata, che Martin Smolinski all'esordio nella serie iridata dello Speedway World Championship, non poteva chiedere di più: vittoria del New Zealand Grand Prix. Proprio da Auckland, come l’anno scorso, è partita la più importante rassegna di speedway, ovvero il campionato del mondo, e le sorprese non sono mancate. Chi si aspettava di vedere i big davanti a tutti si è sbagliato, anche se a dir il vero, nello speedway tutto è incerto dall'inizio alla fine della gara e le sorprese sono all'ordine del giorno. Dopo le batterie, nelle semifinali rimangono al palo i favoriti Chris Holder, Jaroslaw Hampel, Kennth Bjerre e Andreas Jonsson a scapito dei meno quotati Martin Smolinski, Fredrik Lindgren Krzysztof Kasprzak e il veterano tre volte campione del mondo Nicki Pedersen. E’ proprio quest’ultimo il mattatore della serata, colui che ha raccolto più punti di tutti, ma non il vincitore del Gran Prix neozelandese, dato che a sorpresa e in una finale da brividi, alla penultima curva dalle retrovie giunge la matricola tedesca Martin Smolinski che batte tutti inaspettatamente.

Una cosa è certa: lo spettacolo è assicurato anche quest’anno da questo meraviglioso sport!

18 marzo 2014

AHI AHI BERNIE: E' QUESTA LA MUSICA DELLA FORMULA UNO?

Caro Bernie Ecclestone, l'avevi previsto ed ora è successo, la Formula Uno senza la musica dei motori non può esistere. Ci si doveva pensare prima, la riduzione dei costi o i grandi cambiamenti in sé, non dovevano incidere sui decibel emessi dai propulsori che tanto fanno impazzire i tifosi di tutto il mondo. Lamentele su lamentele, dal patron del Gran Premio d'Australia, ai tifosi della Ferrari che hanno spedito decine e decine di mail a Luca Montezemolo lamentandosi del poco rumore. Ora il boss del circus della Formula Uno mette in guardia tutti i team, se non riceverà tutti i soldi dai relativi Gran Premi perchè le lamentele si faranno pesanti fino ad arrivare a possibili violazioni contrattuali, a rimetterci saranno i team. Sei sicuro Bernie di aver ragione dicendo ciò?

17 marzo 2014

L'ITALIANBAJA 2014 SI LEGGE "ARABIAN"-BAJA

Emir-rally. Eh già, questa parola girava già da qualche giorno sulla rete quando si cercava di descrivere quello che sarebbe stato l'Italianbaja 2014. Come potete dedurre, da quello che potrebbe essere benissimo un titolo di un articolo, il protagonista assoluto è stato un pilota proveniente da quelle terre degli emirati, precisamente dall'Arabia Saudita. Si chiama Yazeed Al Rajhi, e sta sorprendendo tutti perchè dopo l'innevata vittoria di Leningrado di un mese fa è riuscito ad aggiudicarsi il polveroso Italianbaja con una rimonta magistrale nell'ultima giornata, culminata con il vantaggio finale di 44" sul russo Gadasin. Quest'ultimo puntava chiaramente al poker di vittorie, ma ha dovuto inchinarsi al saudita nonostante l'esiguo vantaggio che si trovava ad amministrare dopo il day 2. Toyota Hilux Overdrive per Al Rajhi, G-Force Proto per Gadasin, altro Toyota Hilux Overdrive per Dabrowski. Il polacco ha agguantato la terza posizione, sempre costante dopo lo spumeggiante avvio di venerdì quando è stato protagonista del prologo nei guadi del Meduna. Giù dal podio le Mini, e se vogliamo è una notizia sorprendente, Vasilyev e il giovane Kazmarski rispettivamente quarto e quinto. Settimo posto per il vincitore del 2013, il brasiliano Varela, sempre su Toyota Hilux del team sudafricano Overdrive, presentatosi a Pordenone con ben 5 vetture ufficiali dirette dallo splendido Jean-Marc Fortin, al cospetto delle "sole" due Mini, ovvero i due principali team al via della competizione. Male gli italiani, senza armi per contrastare la truppa estera. Sfortunatissimo Elvis Borsoi che all'ultimo tratto cronometrato la frizione lo tradisce ed è costretto ad abbandonare la gara a favore di Lorenzo Codecà (Suzuki) davanti a Riccardo Colombo (Mitsubishi), risultati che si rifanno al campionato italiano tout terrain.

Nel mondo delle due ruote non c'è il bis per Alessandro Ruoso che trova un altro friulano più veloce di lui, Vanni Cominotto, in grado di dominare dall'inizio alla fine la gara. Terzo il polacco Jakub Przygonski, pilota molto esperto grazie alle numerose partecipazioni alla Dakar. 
Tra i quad è un altro pilota di casa a trionfare, Biscontin che non senza qualche difficoltà alla fine si sbarazza di Wisniewski (Polonia) e Somfai (Ungheria), rispettivamente secondo e terzo. 
Come sempre il team di Tavella ha organizzato la gara in maniera impeccabile, ora sotto con l'edizione del 2015...

12 marzo 2014

FAVORITI DELL'ITALIANBAJA 2014? ECCOLI

Diamo uno sguardo all'elenco iscritti, cercando di analizzare quelle che potrebbero essere le dinamiche dell' Italianbaja 2014 nelle varie categorie.
Al Rajhi
AUTO: l'impressione, per non dire la certezza, è che la battaglia sarà tra le Mini e i Toyota Hilux. Lo squadrone Mini, diretto dallo storico Sven Quandt, che presentò alla Dakar 2014 più di 10 vetture, ne ha portate due a Pordenone, guidate da piloti esperti che provengono dalla Dakar, in particolare il russo Vasilyev che questa gara l'ha già vinta con il Proto della G-Force. Mentre l'altro pilota, il polacco Kaczmarski dovrà cercare di adattarsi fin da subito perchè gli altri non lo staranno ad aspettare. C'è gente che la gara la conosce per bene, come il brasiliano Varela che fungerà da capitano del team Overdrive e i suoi Toyota: è colui che vinse la gara l'anno scorso, a dir il vero inaspettatamente, quindi ora arricchito dall'esperienza sarà ancor più dura batterlo. Presente anche l'emiro Al Rajhi, fresco vincitore dell'innevata Northern Forest 2014 di San Pietroburgo, quindi deciso a dar continuità ai risultati per provare a coltivare il sogno della Coppa del Mondo. Completano lo schieramento Overdrive, il russo Zheludov, il polacco Dabrowski e l'altro polacco Adam Maiysz che gli appassionati degli sport invernali conosceranno benissimo dato che viene considerato uno dei più grandi saltatori di tutti i tempi. Della partita anche Jean Luois Schlesser, il suo buggy il cui habitat naturale sono i grandi deserti non ha gran feeling con questa gara che assomiglia più a un rally, ma se mettiamo assieme l'esperienza del pilota e il fatto che il tracciato sia stato modificato tagliando parti d'acqua, tutto fa si che se la possa giocare. Dello stesso avviso il bassanese Miki Biasion, il grande ritorno, la cui incognita rimane il motore, ma siamo sicuri che anche in pochissimo tempo Miki ha saputo crearsi quella necessaria fiducia per far paura a tutti. 

Przygonski
MOTO: mancando Mister Dakar, Stephane Peterhansel, che l'anno scorso ci ha deliziato con la sua presenza, Alessandro Ruoso, campione del mondo in carica, non dovrebbe aver problemi nel fare il bis, ma ovviamente queste sono gare dove fino all'ultimo centimetro nulla è detto. Attenzione al polacco, esperto di Dakar, Przygonski e all'italiano Zanotti. Le sorprese potrebbero arrivare dalla Spagna e dal Venezuela: Rivera e Berti Mendez. Occhio al portoghese Rui Costa. 


Laskawiec


QUAD: Josep Machacek ci sarà, e con lui il suo palmares di 5 Dakar vinte. Pare che la battaglia in questa categoria sarà molto agguerrita, piloti da tutto il mondo in grado di vincere anche se dalla Polonia arriva il pericolo numero uno: Lukasz Laskawiec e il suo Yamaha Raptor.

SACILE STA A BUENOS AIRES COME L'ITALIANBAJA STA ALLA DAKAR!

Profumo di vere e grandi imprese, profumo di Dakar. E' l'aria che si respira in quel di Pordenone che oggi vede tutti in fermento per preparare al meglio l'ennesima e straordinaria Italianbaja. La Cross Country World Cup fa tappa in Friuli, ed è l'occasione speciale per avvicinare quel mondo che il canale televisivo di Eurosport, ci trasmette nel mese di gennaio, ovvero in occasione della Dakar. Va bene, non ci sono i big come una volta, ci vorrà ancora del tempo per acquisire quella fiducia, non ci saranno i bisonti del deserto come i Kamaz, che arrivavano a sfrecciare nelle spiagge di Lignano e Bibione dopo la lunga maratona sui greti friulani, ma l'atmosfera che si vive è simile, soprattutto per chi è appassionato e capisce come questi non possono essere chiamati soltanto piloti per compiere certe sfide. Sacile sarà il via, Piazza del Popolo il centro, quel popolo che ovviamente non potrà mai raggiungere i numeri di una Buenos Aires, Rosario o Santiago del Cile, ma ne sono sicuro che "il via" è quello giusto, si perchè Sacile e Piazza del Popolo sono parte del motorsport friulano e italiano, capace di ospitare anche quello che era uno dei più importanti rally, come il Rally Piancavallo, a livello europeo; non solo, da lì i vari Stephane Peterhansel, Hiroshi Masuoka,  Pierre Lartigue, Jutta Kleinschmidt, Kenjiro Shinozuka, si sono dati appuntamento fisso dopo la Dakar per tanti anni, e con loro vi è un superstite che si ripresenterà nuovamente, l'intramontabile Jean Louis Schlesser con il suo buggy. Chissà l'effetto emotivo di ritornarci dopo tanti anni; quella sensazione di un grande ritorno che proveranno tutti gli appassionati nel rivedere Miki Biasion e il Mithsubishi L200 T1 preparato per l'occasione da Ralliart per cercare di contrastare le Mini ufficiali e i Toyota Hilux dell'Overdrive. 
Ricordatevi: venerdi, ore 15.00, Piazza del Popolo, Sacile. Vietato mancare.

27 febbraio 2014

L'ARIA MAGICA DELLA DAKAR IN FRIULI A MARZO...

Marzo non è un mese qualunque. C'è l'Italianbaja. Va bene, non ci saranno gli stessi piloti della Dakar, gli squadroni ufficiali, i mostruosi Kamaz di Chagin, non saranno le spiagge di Lignano e Bibione come teatro finale come avveniva in passato, ma l'aria che si respira in quei giorni è sempre magica per chi del motorsport è affascinato. E' l'unica tappa italiana, e ne vale proprio la pena farsi qualche chilometro per vedere degli autentici bolidi, attraversare fiumi, torrenti, immergersi nel fango e sfrecciare nelle stradine friulane. Se poi ti dicono che Miki Biasion sarà la special guest, ancor di più moralmente ti senti coinvolto, e non è detto che lo vedremo soltanto come ospite, ma seduto nuovamente su un sedile da gara, competitivo, perchè conoscendolo, non gli piacerebbe di sicuro fare la comparsa. Aspetti impaziente, entri nel sito ufficiale della manifestazione più volte perchè vorresti che la magia di avere Peterhansel nuovamente vicino, ci sia ancora. Per ora nemmeno il web sa darti una risposta, ma la speranza come al solito sarà l'ultima a morire, oltertutto perchè la sfida con il fantastico pilota di casa, Alessandro Ruoso, è nuovamente aperta. 8 marzo la presentazione, il 13 il via, il 16 finirà quella che viene annunciata come una manifestazione coi fiocchi, come Tavella (organizzatore) ci ha sempre mostrato, capace di stupire occhi provenienti da tantissime nazioni, insomma stupire il mondo intero. 

23 gennaio 2014

SVEN QUANDT E QUELLA TIRATINA D'ORECCHIE...

Sven Quandt
Sono passati 5 giorni dalla fine della Dakar 2014. Non riesco a darmi pace. Quanto vorrei che quella penalità non fosse stata inflitta a Nasser Al-Attiyah. Quanto vorrei aver visto a tre giorni dal termine 3 Mini nell'arco di 10 minuti. Si, avrei voluto vedere Sven Quandt molto più in difficoltà di quanto lo sia stato nello stabilire la vittoria della Dakar 2014. In fondo, è proprio lui, il team manager dello squadrone Mini, che l'ha decisa in favore dello spagnolo Nani Roma; Peterhansel era in gran recupero, dai 40 minuti era arrivato a 5, ma di certo non si poteva rovinare la festa in casa X-Raid. A tre giorni dalla fine Sven Quandt riunisce il team e decreta che deve essere Nani Roma a vincere la corsa. Giusto o sbagliato? Tutto sta nel giudicare la Dakar come uno sport di squadra o uno sport cosidetto "individuale". Nel primo caso, ecco che la scelta del team manager tedesco diventa la soluzione migliore per portare la casa automobilistica in questione il più in alto possibile. Ma nel secondo caso tutto cambia, la Dakar non è una corsa qualunque, è la corsa più massacrante al mondo, la più difficile, uno fa migliaia di sacrifici per esserci e figuriamoci per provarla a vincere, anche se colui si chiama Stephane Peterhansel, Mister Dakar, con 11 Dakar vinte nel cassetto e record su record da battere nel futuro. Alla fine il francese ne esce a testa alta, forse ancor più signore di quanto lo fosse già, una lezione per tanti. Però a molti non andrà mai giù, gente che ha ancora in mente i giochetti della Ferrari, gente che vede questa scelta una macchia nella storia della Dakar. Punti di vista. E come si suol dire in questi casi "non è giusto ma nemmeno sbagliato" quanto è stato fatto. 

Laia Sanz
Nonostante tutto complimenti al vincitore ufficiale Nani Roma, e al vincitore virtuale (o morale) Monsieur Dakar Stephane Peterhansel senza dimenticare lo strepitoso e sempreverde Marc Coma, ennesima per lui nella categoria delle moto. Merita una citazione la mitica Laia Sanz, diciannovesima assoluta. Nei quad interrotta l'egemonia argentina dei Patronelli (uscito nei primi giorni), e a trionfare è il cileno Ignacio Casale, di meglio non poteva chiedere visto che ha festeggiato la vittoria in patria a Valparaiso. Nei camion è di nuovo Kamaz il timbro 2014, cambia il detentore che da Nikolaev passa a Karginov con De Rooy che fino all'ultimo col suo Iveco ha cercato la rimonta impossibile mai riuscita.
Appuntamento al 2015, Ecuador e Colombia si sono offerte ad ospitare questa magnifica gara, anche se presumibilmente sembra difficile arrivare fin lì, fra 7-8 settimane le prime indiscrezioni, tra cui potrebbe esserci il ritorno in Perù, ma Etienne Lavigne ci ha sempre riservato delle sorprese.

21 gennaio 2014

LE LACRIME DI GIOIA E DOLORE DELLA MERAVIGLIOSA DAKAR 2014

Eric Palante
Se mi chiedete di raccontare la Dakar 2014, veramente non saprei da dove iniziare. Il classico misto di felicità e tristezza mi invade, lo stupore di una gara che non ha eguali al mondo viene disturbato dal tragico momento che immancabilmente si fa presente come a farci nuovamente capire che il più bello viene sempre accompagnato dal più brutto. Dune, meraviglie di sabbia, infiniti salari, le montagne, i passaggi mozzafiato ai quasi 5000 metri d’altitudine, i pianti, le gioie, i guadi, il calore della gente, bellezze disumane che mi lasciano a bocca aperta, brividi di stupore che si bloccano di fronte alla morte, che purtroppo anche quest’anno si è fatta viva. È toccata a Eric Palante, belga di 50 anni alla sua undicesima Dakar; una morte assurda perché solo il camion scopa è stato capace di trovare il corpo dello sfortunato pilota al quale l’esperienza non mancava di certo, un uomo che come tutti aveva fatto i suoi mille sacrifici per esserci nuovamente e sognare di essere un finisher nella splendida Valparaiso. Allo stesso tempo, è una morte che va “accettata”: quando un essere umano decide di fare la Dakar, lo sa che la sua vita per 20 giorni sarà in ballo, sa di mettere il casco ma non sa se arriverà a toglierlo con le proprie mani. Un destino crudele, un destino che fa parte del gioco se vogliamo; ma quello che non vorrei mai fosse detto, è di cancellare questa gara. La Dakar non si cancella, è una meraviglia questa corsa, e in termini di sicurezza si sta facendo l’impossibile, ma mai si arriverà a fermare quel crudele destino, quell’avversario in più per ogni atleta che decide di provarci. Siamo consapevoli, non è la prima vittima e non sarà l’ultima.

Laustraliano Davidson
Ma cambiamo discorso, l’intera grandezza della Dakar, forse non la si vede nel mondo dei piloti ufficiali, forse per loro è “lusso” doverla affrontare con degli aiuti che per i privati non esistono. Ma sono proprio quest’ultimi che se osservati da vicino per quei 20 giorni, ti fanno render conto di cosa significhi la gara più difficile e massacrante al mondo. Pianti, lacrime, sabbia, fango, dolori, zero riposo, road book non segnalato, chiedetelo al pianto dell’australiano Davidson che per 27 ore è rimasto in sella alla sua moto e dopo 20 minuti di pausa è dovuto, o quantomeno ci ha provato a ripartire commovendo tutto il mondo. Gente che arriva al bivacco di notte e deve scegliere se riposarsi oppure fare una doccia prima di ripartire. Una sofferenza continua espressa anche nella classifica generale delle moto: se Marc Coma ci ha impiegato 54 ore a terminare la gara, il nostro Luca Viglio ne ha impiegate ben 104, più del doppio, 76esimo in classifica generale, ma con la stessa felicità dello spagnolo, se non di più, è salito sul podio finale cileno.

Salar de Uyuni
E poi alla sera l’immancabile appuntamento con Eurosport che ha raccontato la corsa giorno dopo giorno senza far mancare nulla agli spettatori da casa e regalando delle immagini che ti lasciano a bocca aperta, un sogno da vedere dal vivo, un regalo in più per quegli atleti che cercavano un po’di sollievo alla sofferenza. Il Salar de Uyuni è stata la meraviglia di questa Dakar, una distesa salata di circa un centinaio di chilometri capace di far rimanere a bocca aperta chiunque fosse collegato alla tv; le montagne argentine delle Ande, le insenature nella quali si infilavano auto, moto, quad e camion, e poi le dune, molti pagherebbero il momento di essere il pilota che affronta l’ultima duna di sabbia di una giornata terribile e di fronte a sé si ritrova la distesa dell’Oceano Pacifico. Non da meno i passaggi in altura, lì dove l’uomo soffre, ma a farlo lo è anche il suo motore; l’elicottero che atterra ai quasi 5000 metri decine di volte per soccorrere chi è in sofferenza con l’ossigeno, piloti in auto allacciati alla cannette dell’ossigeno stesso per migliorare la respirazione. Senza dimenticare le lacrime di chi è caduto e ha visto svanire un sogno, le lacrime di sudore dalla fatica, le imprecazioni degli equipaggi, piloti che sotto i 50 gradi di caldo cercavano di tirar fuori auto e camion dalla sabbia. Immagini che allo stesso tempo diventano storia da raccontare.

La partenza di Rosario
Tutto quello che ho appena cercato di evidenziare, in queste due settimane è stato condito da un calore della gente che non ha eguali. In Sudamerica l’affetto che regala il popolo a questa mitica corsa non lo si trova in nessun’altra parte del mondo, gli argentini a Rosario alla partenza erano un milione, per il passaggio in Bolivia erano in 400 mila ad aspettare gli eroi e a Valparaiso all’arrivo circa 600 mila. Numeri che non danno però l’idea dell’entusiasmo dal vivo, quasi ad alleggerire l’ingresso all’inferno (la partenza), ad alleviarlo (in Bolivia a metà gara) e a festeggiarne l’uscita (l’arrivo) dei piloti.
Un vero e proprio inferno, queste sono la maggior parte delle parole dei piloti per l’inizio che ha riservato la Dakar 2014. Terribile, se si pensa che la maggior parte dei ritirati lo ha fatto nei primi tre/quattro giorni, vedendo svanire magari le migliaia di euro o dollari investiti subito all’inizio. La Dakar è anche questa. E lo spirito del pilota di questi sport di fronte ad un ritiro o una caduta è quello di voltare subito pagina e pensare al 2015.
The adventure continues…

06 dicembre 2013

E' TUTTO VERO: ALESSANDRO RUOSO E' CAMPIONE DEL MONDO!

Alessandro Ruoso
Campione del mondo. Quanti di voi hanno sognato nella vita di essere i migliori al mondo in qualcosa? Almeno per un anno? Alessandro Ruoso ce l’ha fatta, è campione del mondo, un premio alla meravigliosa carriera che potrà sicuramente ancora arricchirsi di altri successi. Poco di strano direte voi, ma adesso vi dico io cosa c’è di grande dietro a questa “normale” storia. Alessandro proviene dalla periferia, Porcia (Pordenone) ed ha vinto il mondiale intitolato Fim Bajas World Cup, ovvero specialità in cui di solito primeggiano i grandi maestri che poi nel mese di gennaio solitamente si danno battaglia nella corsa più dura al mondo, la Dakar. Questo mitico ragazzo si è tenuto dietro sua maestà Stephane Peterhansel, dall’Italian Baja di marzo, la prima gara di campionato, fino all’ultima, e addirittura ha saputo conquistarsi il titolo con una gara di anticipo, senza addossarsi la vicina, ma pur costosa, trasferta in Portogallo. Figlio di una famiglia che nel dna ha la passione dei motori, ha saputo rialzarsi anche da momenti brutti come l’infortunio che lo ha tenuto fuori fino al 2006, proprio quando avrebbe dovuto disputare il mondiale motocross, è ritornato piano piano alla ribalta fino a questo successo iridato. Ora non ci si ferma, anche se “l’amico” Peterhansel gli ha consigliato di correre con una federazione straniera, lui non molla e sceglie ancora l’Italia, dove però la fatica a trovare supporti economici è fortissima. Ora Venezuela e Spagna per lavoro, poi sarà di nuovo Italian Baja, con o senza Peterhansel. Mi chiedo: è un piccolo passo verso un futuro chiamato Dakar? Sto pensando l’irreale?...

01 ottobre 2013

SEI GIORNI DI ENDURO AL VIA NELLA BELLISSIMA SARDEGNA!

La presentazione degli Azzurri
Con la cerimonia d'apertura si Olbia si è ufficialmente aperta la Sei Giorni di Enduro in Sardegna, la più importante competizione di Enduro al mondo. La manifestazione, dedicata alle nazionali della specialità, giunta all'88° edizione, si  svolgerà su gran parte della Sardegna del nord, con prove speciali bellissime e difficili al tempo stesso. 
La cerimonia d'apertura è stata davvero emozionante, tantissime le nazioni che hanno sfilato e si daranno battaglia, con 627 piloti a sfidarsi nell'isola italiana. Due ore di presentazioni con Andorra che è salita per prima finendo con l'Italia perchè in qualità di paese ospitante. Alex Salvini, il nostro portabandiera, ha detto di avere una certa responsabilità dato che correrà da campione del mondo, ma allo stesso tempo farlo davanti al proprio pubblico è qualcosa di fantastico. Altrettanto belle e parole del capitano francese Antoine Meo, rivolte per lo più alla regione Sardegna: "Il vero problema è che le prove speciali sono troppo belle!"; un ulteriore plauso alla regione che ha ospitato l'intera manifestazione. Il via scatta oggi con l'accensione dei motori e i primi tempi delle speciali.

IL CALENDARIO SETTIMANALE DEL MOTORSPORT (1-6 OTTOBRE 2013)

FIA FORMULA ONE WORLD CHAMPIONSHIP
06/10 Korean Auto Valley, Yeongam  KRS

FIA EUROPEAN TRUCK RACING CHAMPIONSHIP
06/10 XXVII Grand Prix Camión de España   ESP

FIA WORLD RALLY CHAMPIONSHIP
03-06/10 Rally de France, Strasbourg   FRA

FIA MIDDLE EAST RALLY CHAMPIONSHIP
03-06/10 Syrian International Rally   SYR

CAMPIONATO ITALIANO SPEEDWAY 
06/10 Gara 5, Terenzano   ITA

SEI GIORNI DI ENDURO (ENDURO OF NATIONS)
30/09-06/10 Sardegna   ITA

CAMPIONATO ITALIANO MOTOCROSS
06/10 Cavallara   ITA

CIK-FIA WORLD KF-JUNIOR CHAMPIONSHIP
03-06/10 Sarno   ITA


30 settembre 2013

CAIROLI, LUPINO, PHILIPPAERTS: VOTO 10! E' PODIO AL MOTOCROSS OF NATIONS!

"L'arena" di Teutschenthal
Dieci anni dopo torniamo sul podio del Motocross delle Nazioni. L'Olimpiade del motocross, come in molti la chiamano, è la più importante competizione per nazioni della specialità delle ruote tassellate e ieri dalla Germania, da Teutschenthal di fronte a più di 55.000 persone, ci ha regalato forti emozioni. Alessandro Lupino, David Philippaerts e Tony Cairoli sono i nostri eroi, eh già perchè al Nazioni si vince in tre, dato che il risultato finale è dato dalla somma delle prestazioni di tutti i piloti. L'autentico eroe di giornata, e colui che ha permesso in qualche modo all'Italia di salire sul podio, è manco a dirlo Tonino Cairoli. Ha vinto entrambe le manche in cui la MX1 era coinvolta, proprio come un anno fa, dimostrando agli altri che non ce n'è per nessuno, nemmeno quando sembra partire  in difficoltà, perchè la rimonta è sempre qualcosa che lui rende facile. Bene, anzi benissimo, Lupino e Philippaerts che hanno portato a casa punti preziosissimi per il podio, mettendosi dietro anche piloti di un certo valore. Il successo è andato al Belgio, del team manager Joel Smets, mentre appena dietro i favoriti d'obbligo, ovvero gli americani. Mondo delle due ruote che ora non si ferma, in Sardegna da oggi scatta una delle competizioni più importanti al mondo: la Sei Giorni di Enduro dove l'Italia sicuramente ha ambizioni di un ennesimo podio!

MARTIN VACULIK NUOVO CAMPIONE EUROPEO DI SPEEDWAY!

Martin Vaculik
Martin Vaculik è il nuovo campione europeo di Speedway. Delusione in casa Danimarca, dove Nicki Pedersen si è lasciato sfuggire un titolo in maniera a dir poco incredibile: i principali avversari, come Tai Woffinden e Tomasz Gollob non erano presenti a Rzeszow (Polonia), quindi il potenziale pericolo arrivava proprio dallo slovacco distante sei punti in classifica. Non sono bastati nemmeno quelli per assicurarsi l'europeo, perchè Vaculik ha colto il punteggio pieno mentre Pedersen non è nemmeno riuscito a raggiungere la finale. Presente anche un italiano all'evento, Nicolas Covatti, purtroppo non ben figurando ha terminato al sedicesimo posto. Sabato, a Torun con l'ultimo Grand Prix si terminerà la stagione mondiale dello Speedway, con l'assegnazione del titolo iridato. 

23 settembre 2013

WOFFY: -6 DAL SOGNO CHIAMATO TITOLO MONDIALE! IVERSEN DA FAVOLA!

Niels-Kristian Iversen
Sabato 21 settembre è stata una meravigliosa serata di speedway, nella magica Friends Arena di Stoccolma. Si è disputata la penultima prova dello Speedway World Championship, il Rockklassiker Scandinavian Speedway grand Prix. I colpi di scena non sono mancati: fuori Emil Sayfutdinov che ha dovuto abbandonare la lotta per il titolo causa infortunio, Tai Woffinden aveva il primo match point della stagione. Tutto rinviato, nell'inferno di Torun, dove l'intero popolo polacco spingerà Jaroslaw Hampel verso quella che sarebbe una delle più grandi imprese a livello sportivo di sempre, Woffy necessita di sei punti, e francamente sembrano scontati, ma mai dire mai. Soffre il britannico che sabato è ricaduto sul problema già sofferto quest'anno a Cardiff, la clavicola gli crea problemi, ma le prime visite mediche hanno escluso un'operazione immediata, e un assoluto riposo fino a Torun gli permetterà di gareggiare e ottenere quei sei punti che gli garantiscono il sogno della vita, ovvero il titolo mondiale. Niels-Kristian Iversen si riconferma ai vertici del mondo, fa suo anche il Gran Premio Scandinavo portandosi terzo nella generale; secondo "il cattivo" Zagar, che dopo la brutta prova in casa propria si è riscattato. Terzo Hampel, che starà rimpiangendo il brutto avvio di stagione altrimenti il titolo non sarebbe stato poi così lontano; mentre quarto l'eterno americano Greg Hancock. 
Ultimo atto a Torun, nell'arena completamente dedicata allo speedway, sabato 5 ottobre.

CALENDARIO SETTIMANALE DEL MOTORSPORT (23-29 SETTEMBRE 2013)

FIA ASIA-PACIFIC RALLY CHAMPIONSHIP
27-29/09 Rally Hokkaido   JPN


FIA EUROPEAN RALLY CHAMPIONSHIP
26-28/09 Croatia Rally 2013  CRO

MOTOGP SERIES
29/09 Gran Premio Iveco de Aragòn   SPA

FIM MONSTER ENERGY MOTOCROSS OF NATIONS
29/09 Teutschenthal   GER

CAMPIONATO ITALIANO MINIMOTO
29/09 Round 6 Pomposa   ITA

CAMPIONATO ITALIANO RALLY 
27-29/09 Targa Florio   ITA

FIM WORLD CUP FOR CROSS-COUNTRY RALLIES
28/09-05/10 Pharaons Rally   EGY

18 settembre 2013

CALENDARIO SETTIMANALE DEL MOTORSPORT (16-22 SETTEMBRE)

FIA FORMULA ONE WORLD CHAMPIONSHIP
22/09 Singapore Grand Prix, Marina Bay Street Circuit   SIN

FIA WORLD TOURING CAR CHAMPIONSHIP
22/09 Suzuka   JPN

FIA WORLD ENDURANCE CHAMPIONSHIP
22/09 6 Hours of The Circuit of The Americas   USA

FIA EUROPEAN TRUCK RACING CHAMPIONSHIP
22/09 Truck Grand Prix Zolder   BEL

FIA EUROPEAN CHAMPIONSHIP FOR AUTOCROSS DRIVERS
20-22/09 Maggiora   ITA

FIA EUROPEAN RALLYCROSS CHAMPIONSHIP
21-22/09 Buxtehude   GER

FIA AFRICAN RALLY CHAMPIONSHIP
20-21/09 Rwanda Mountain Gorilla championship   RWA

CIK-FIA WORLD KZ WORLD CHAMPIONSHIP
19-22/09 Varennes   FRA

CAMPIONATO ITALIANO SPEEDWAY
22/09 Gara 4 Lonigo   ITA

FIM SUPERMOTO WORLD AND EUROPEAN CHAMPIONSHIP
22/09 Rivesaltes   FRA



08 settembre 2013

SPEEDWAY: HAMPEL EROE DI KRSKO. WOFFINDEN VICINISSIMO AL MONDIALE!

Krsko (Slovenia)
Jaroslaw Hampel ha sfatato il tabù di Krsko che mai lo aveva visto protagonista in questa pista. Si è aggiudicato il Doodson Slovenian Speedway Grand Prix sabato scorso dopo la vittoria in Nuova Zelanda di inizio anno. L'unico modo per avere qualche piccola speranza mondiale era quella di vincere, detto e fatto, ma colui che deteneva la leadership pur arrivando secondo è riuscito a fare meglio, un punto in più del polacco. Ciò significa che Tai Woffinden si avvicina alla vittoria del mondiale, diventando dopo 14 anni il primo britannico a farlo, magari con una gara di anticipo della splendida Friends Arena di Stoccolma sabato 21 settembre. Assente, causa infortunio, il russo Emil Sayfutdinov, l'unico in grado di dar battaglia a Woffy, che ora dista 20 punti dal leader, con alle spalle Hampel a 2 punti, in battaglia per il suo secondo argento mondiale, dopo quello del 2010. Terzo, un gran ritorno, quello della stella polacca Tomasz Gollob dopo un anno travagliato pieno di guai che lo hanno tenuto lontano dalla primissime posizioni. In settimana Krzysztof Kasprzak aveva detto: "Se Tomasz Gollob non avesse avuto la pressione addosso di un'intera nazione, avrebbe vinto tanti mondiali; guardate Tai Woffinden, zero pressione, così ti diventa più facile correre e vincere." Sarebbe bello vedere cosa dice riguardo ciò proprio il diretto interessato Tomasz Gollob...


04 settembre 2013

SPEEDWAY: SAYFUTDINOV E UN MISTERIOSO INFORTUNIO CHE POTREBBE COSTARGLI IL MONDIALE!

Emil Sayfutdinov e il suo manager Tomasz Suskiewicz
Tegola per lo Speedway World Championship, Emil Sayfutdinov rischia di non gareggiare nelle prossime tre gare restanti. "Ha il 5% di gareggiare ancora nel 2013", ha detto il suo manager Tomasz Suskiewicz in un'intervista. Il venitreenne russo purtroppo, e bisogna dire che trapela solo pessimismo, molto probabilmente vede sfumare la possibilità di lottare in questo finale con Tai Woffinden per il titolo iridato. Il tutto è successo nella Polish Ekstraliga, il campionato polacco, quando in una caduta Emil Sayfutdinov è caduto rovinosamente a terra; all'inizio si parlava di un braccio rotto, poi dalle parole del sito ufficiale e del suo manager, non si capisce bene la natura dell'infortunio e non si vuole far sapere l'entità reale del danno e dei problemi. "E' davvero frustante", continua Tomasz, "aveva fatto un gran lavoro nella stagione invernale per preparare questa stagione, e una caduta sembra aver rovinato tutto, ma questo è lo speedway, che ci si può fare? Nulla!". Per ora comunque il russo risulta iscritto ufficialmente per il sorteggio del prossimo GP di Krsko di sabato prossimo, aspetteremo ulteriori sviluppi in merito.
Una brutta notizia per gli appassionati dello speedway che si apprestavano alla sfida stellare tra Sayfutdinov e Woffinden, con l'inglese che ora si ritrova la strada spianata, qualora il russo non ce la facesse, verso la vittoria dato che dietro Nicki Pedersen e Jaroslaw Hampel sono ben lontani e non dovrebbero impensierire più di tanto, ma lo speedway è lo speedway, tutto può succedere. Sabato c'è lo Slovenian GP, a Krsko, prima occasione per mettere un piede sul mondiale per Tai Woffinden.