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05 maggio 2014

NEWS: LIVENTINAGORGHENSE, BENFICA, RICCARDO RICCO', EMANUELE SELLA, LIGA E PREMIER

Non lo è, ma se ci fosse un ordine di importanza sicuramente si guadagnerebbe il primo posto questa news. Ne avevamo già parlato in passato, quando il sogno si stava per realizzare. Ora che il tutto si è concretizzato possiamo citare lo slogan “il dilettantismo ha battuto il professionismo”. Come si diceva, la Liventinagorghense è ben conosciuta, non solo nella provincia di Treviso dove ha sede, non solo in Veneto, ma anche in Italia per aver partecipato alle finali scudetto per la categoria Giovanissimi e Allievi; ora il suo nome aumenta di valore con un titolo che ha dello storico, dell’incredibile, qualcosa che difficilmente si ripeterà in futuro. Nella categoria Giovanissimi Sperimentali, ovvero nel campionato dove presenziano tutte le squadre professionistiche, la Liventinagorghense è riuscita a portarsi a casa la vittoria del campionato. Un successo che ha un valore straordinario, come dire, un titolo che suona come uno scudetto per una dilettante, per il solo fatto di lasciarsi dietro tutte le top venete. Il giusto premio per una società che da anni lavora in maniera perfetta con il solo e unico obiettivo: creare giocatori ma prima di tutto uomini!

La "iella" che si aggirava in Portogallo l’anno scorso sembra esser andata via. Si era impossessata del Benfica, o come qualcuno l'aveva definita meglio "Bensfiga", in quello che sarà definito da tutti i suoi tifosi e addetti ai lavori come uno degli anni più bui. Perdendo solo 6 partite su 49, gli uomini di Jorge Jesus, non erano riusciti a conquistare nessun trofeo. Udite udite: finale di Coppa del Portogallo, finale di Europa League entrambi perse nei minuti di recupero, e come se non bastasse il campionato era stato perso alla penultima di campionato nello scontro diretto ancora una volta nei minuti di recupero. Il 2014 è nettamente un’altra storia, almeno per quanto riguarda il campionato, vinto e stravinto in anticipo. Sarà finale anche in Coppa del Portogallo e soprattutto ancora una volta finale in Europa League dopo aver eliminato la squadra che avrebbe potuto disputare la finale in casa, la Juventus. Non è finita, c’è da disputare anche la Coppa di lega portoghese, conquistata eroicamente in 10 contro 11 per più di un’ora contro i rivali di sempre del Portogallo ai rigori. Il morale non manca, ma bastasse solo quello…

Incredibile, pazzesco, inquietante. Non ci sono altri aggettivi, se non già ripetuti, per descrivere Riccardo Riccò. Non è bastata la squalifica fino al 2024 per l’ex ciclista che è stato beccato nuovamente a commercializzare quella maledetta Epo. Non ce la fa ad uscire da quel vortice che lo ha risucchiato e non lo libera più, la sensazione è che non sarà mai finita. Basta commuoversi di fronte ai suoi tweet “In un residence solo come il Panta”, oppure in occasione della sua autobiografia mai uscita “Comincia una nuova vita. Adesso comincerò a parlare di tutto il marcio che c’è nel ciclismo e di tutto quello che ho visto in questo falso mondo di ipocriti”. Aveva annunciato un nuovo progetto: stabilire il record di tutte le salite d’Europa, ovviamente una competizione senza controlli antidoping. Se qualcuno glielo permette è un folle. Questo non è sport!



Ancora ciclismo. Questa volta scrivo in prima persona. Era il 2008, mi apprestavo a seguire il Giro d’Italia per la prima volta. Pampeago e via il giorno dopo sulla Marmolada. Tutti quei beniamini visti in tv ora potevo ammirarli dal vivo. Che spettacolo. A Pampeago è un italiano che fa l’eroe, un vicentino. Emanuele Sella. Straordinario. Il giorno dopo? Ancora lui. Che impresa. Anzi che imprese in due giorni. Migliaia di persona in delirio per tifare un veneto in Veneto. Dopo qualche giorno si materializza quello che tutti pochi giorni prima dicevano ridendo: Emanuele Sella è dopato. Ma che schifo. Se torno indietro avrei la voglia di farlo cadere dato che lui con lo sport non centra nulla. Non è finita, leggendo la start list del Giro 2014 al numero 29 sapete chi c’è? Ancora lui. Allora non capite un cavolo, questo non deve più salire su una bici…



Se della Serie A vi siete stancati, Premier e Liga saranno la grande attrattiva. Che sfide: in Inghilterra il duello tra Liverpool e Manchester City, con il guastafeste del Chelsea sta appassionando tutti. Sarà la differenza reti a decidere il tutto? La Liga non è da meno: l’Atletico ieri sera ha perso la testa (2-0) a Levante, ma non ancora il campionato. All’ultima c’è Barcellona-Atletico, e ora i blaugrana sono di nuovo in partita. Pensate che nell’ultima giornata nessuna delle tre davanti ha vinto: Barcellona-Getafe 2-2, Levante-Atletico 2-0, Real Madrid-Valencia 2-2. Mamma mia!

18 marzo 2014

500 METRI INFERNALI, 30% DI PENDENZA: L'IMPRESA DI CONTADOR SUL MURO DI GUARDIAGRELE

Alberto Contador
Non sarà una salita lunga e storica come molte, ma il muro di Guardiagrele ha già fatto parlare di sé. E' una strappo affrontato l'altro giorno alla Tirreno-Adriatico, dove Alberto Contador ha saputo conquistarsi la vittoria della generale. Scordatevi il 24% di pendenza dello Zoncolan, qui si arriva al 30%, con lo stesso Contador costretto a "zigzagare" come un amatore fa in una normale salita, andando da destra a sinistra per alleviare la mostruosa fatica dell'asperità. Anche se sono solo poche centinaia di metri, ma questa infernale salitella, a detta di tutti, rimane nelle gambe e nella memoria di qualsiasi atleta, professionista e non. 

05 settembre 2013

ELIA BOTOSSO VICE CAMPIONE MONDIALE DI CICLISMO PARALIMPICO!

Il podio della gara

E' con tanto piacere che elogio la medaglia d'argento di Elia Botosso ai mondiali di ciclismo paralimpico. Elia è un grossissimo amico e parente che seguo sempre, e nel weekend scorso ha conquistato in Canada a Baie-Cameau in Canada il secondo posto dietro all'australiano Gallager nella categoria C5. Elia durante l'anno corre con l'A.S.D. Società Ciclistica Fontanafredda Paralympic Team che da tempo segue questo ambito. Da segnalare anche il settimo posto di Andrea Tarlao, l'altro friulano in gara. COMPLIMENTI ELIA!

04 settembre 2013

MOUNTAIN BIKE: BOTTINO "GRASSO" PER L'ITALIA DAL SUDAFRICA!

La staffetta d'oro italiana
Se c'è un risultato che dai mondiali di Mountain Bike Cross Country appena disputati, si può trarre è questo: grande è stato il consenso popolare per una disciplina che continua ad attirare sempre più persone a conferma di un mondo in continua crescita che merita un approfondimento e magari un po' di più spazio mediatico. Ad accentuare il tutto, il fatto che per la prima volta nella storia il Campionato del Mondo ha avuto luogo nel continente africano, in Sudafrica, a Pietermaritzburg.
Per l'Italia la manifestazione si è rivelata d'oltremodo soddisfacente, a conferma che il nostro movimento è in continua crescita, e mentre prima ci apprestavamo ad essere una piacevole sorpresa per gli altri, ora stiamo diventando una vera e propria realtà. 
Subito al primo giorno è arrivato l'oro, dal Team Relay, una specialità che ha bisogno della sinergia di quattro atleti, la classica staffetta. Marco Aurelio Fontana, di cui conosciamo bene la personalità essendo stato anche medaglia olimpica, Gioele Bertolini, Eva Lechner e Gerhard Kerschbaumer sono i quattro eroi italiani, tutti diretti da uno splendido Hubert Pallhuber che piano piano sta raccogliendo i frutti di un lavoro straordinario cominciato molto tempo fa. Non a caso, da quattro edizioni internazionali, tra mondiali ed europei, l'Italia vince sempre. Non è finita qui perchè nei giorni a seguire arriveranno altre tre medaglie, in tutto saranno 2 ori, un argento e un bronzo, con Gerhard Kerschbaumer (oro), Emilie Colllomb (argento) e Gioele Bertolini (bronzo). 
Ben venga un movimento di questo tipo, il cosiddetto mondo delle ruote grasse, considerato "il parente povero" del ciclismo, che come dice il commissario tecnico, purtroppo non gode ancora di fondi economici necessari per sviluppare ulteriormente il livello già alto. Nonostante tutto i risultati ci sono, e quando si avvicinano questo tipo di competizioni l'Italia è tra le più considerate, un'Italia che ora può godere di un ricambio generazionale assicurato, perchè se da un lato abbiamo citato quei nomi, dall'altro ce ne sono altrettanti che hanno ben figurato e promettono bene come i fratelli goriziani Luca e Daniele Braidot e Greta Weithaler. Tutti giovani in grado di garantire alla mountain bike italiana un futuro roseo ma soprattutto Azzurro!

29 agosto 2013

SEI ATLETI NELLE PRIME SEI POSIZIONI, ZALF NELLA STORIA!

L'arrivo del Trofeo Città di Conegliano 2013
Pochi lo sanno, ma con la vittoria di sabato 17 agosto una squadra di ciclismo rischia di entrare nella storia. Tutto ciò sta nell'ordine d'arrivo: sei atleti nelle prime sei posizioni! Impresa mai riuscita a nessuno a quanto pare, impresa che invece è riuscita al Zalf Euromobil Désirée Fior, squadra ciclistica di under 23 del trevigiano. Autori di questo magnifico risultato sono stati Gianluca Leonardi (vincitore), Simone Andreetta, Andrei Nechita, Andrea Zordan, Enrico Salvador e Daniele Cavasin nel 13° Trofeo Città di Conegliano. Vittoria che rispecchia anche la forza e la coesione di questo gruppo di giovani. Ad accogliere questo risultato anche i patron a bordo strada Gaspare Lucchetta ed Egidio Fior che hanno elogiato, giustamente, i propri ragazzi e coloro che in corsa dirigono la situazione come i ds Luciano Rui, Gianni Faresin e Luciano Camillo. Successo che proietta il team trevigiano a quota 40 successi (ma sono già arrivati a 42 quando noi stiamo scrivendo) quello che era l'obiettivo stagionale. Beh, che dire, complimenti Zalf!


04 giugno 2013

QUESTA VOLTA E' UN GIOVANE CHE CI HA TRADITI...MAURO SANTAMBROGIO!

Mauro Santambrogio, 28 anni
Il fulmine a ciel sereno c’era già stato, qui bisogna dire che piove sul bagnato. La Vini Fantini - Selle Italia viene colpita da un’altra mazzata, l’uomo che meglio aveva rappresentato la squadra al Giro d’Italia 2013, nono in classifica generale, è risultato positivo all’Epo. È Mauro Santambrogio, un giovane, uno che sembrava della categoria delle facce pulite, uno di quelli che poteva essere il futuro dell’Italia del ciclismo. Il controllo è stato effettuato a Napoli, prima del via, forse pensava di farla franca? Come dice la federazione, ancora qualcuno ci spera nell’eludere i controlli, ma oramai sono talmente avanzati che nulla sembra passare liscio. Dietro a lui una società, ora in 38 rischiano di trovarsi in mezzo la strada, corridori, dirigenti, preparatori, fisioterapisti ecc., una squadra che si preparava ad affrontare la grana Di Luca, ed ora viene sconvolta da uno scandalo forse ancora più grande per certi versi. È lo stesso Luca Scinto, il direttore sportivo, a spiegarne i motivi: le voci si rincorrevano da tempo, lui è persino entrato in stanza con Mauro, si sono guardati negli occhi e l’atleta ha rassicurato tutti che le chiacchiere che lo volevano dopato, erano tutta invidia. Cara la mia invidia…inutile quel “Scusate, vi ho tradito” detto da Mauro a Luca al telefono dopo che lo stesso ds lo aveva cercato al cellulare più volte, Mauro ha soprattutto tradito sé stesso, persa una dignità difficile da recuperare. Lo sponsor è dalla parte di Scinto ovviamente, ma la voglia di fare ciclismo è passata, Luca ha già detto di voler smettere, perché questo non è il mondo che gli appartiene, questo è un modo di vedere lo sport che fa schifo, e il sentirsi tradito due volte in pochi giorni è troppo da reggere per uno che sempre fatto della lealtà sportiva un punto cardine del suo agire. Merita una seconda chance? Io manco morto gliele darei, è un errore troppo grave, non si corregge, l’abbiamo visto con Di Luca, serve una reazione forte, però è tutto il movimento ad essere d’accordo, altrimenti certi personaggi del genere tra qualche mese li rivediamo in sella!


28 maggio 2013

SACRIFICIO E UMILTA': E' IL TRIONFO DI VINCENZO NIBALI!

Il trionfo alle Tre Cime di Lavaredo
Ha vinto Vincenzo Nibali, dicono abbia vinto la provincialità, un uomo a dir poco straordinario, che alle parole preferisce i fatti. Ha letteralmente dominato il Giro d’Italia 2013, dall’inizio alla fine, ha saputo mettere in difficoltà gli avversari fin da subito, fin dalla prima discesa sul bagnato. Nessuno gli ha retto, sembrava troppo forte, e i due sigilli della cronoscalata di Ponsa e della tappa delle Tre Cime di Lavaredo sotto la neve, sono un simbolo unico e magico di questa vittoria. L’immagine di lui al traguardo sotto la bufera di neve con il pugno alzato è storia, per gli appassionati qualcosa di unico. Tifosi del ciclismo che anche quest’anno non sono mancati in gran numero, nonostante il maltempo che ha voluto rendere la corsa ancor più difficile di quanto lo sia, nelle strade, nelle piazze, nelle montagne la passione non solo si vedeva, ma si sentiva più che mai. La piazza di Brescia piena in ogni suo angolo ne è la dimostrazione, e tra loro vi erano anche i genitori di Vincenzo Nibali, arrivati in auto (non hanno mai preso un aereo), dalla provincia, dalla Sicilia, con l’orgoglio per il proprio figlio. Un successo che lo consacra definitivamente ora, il primo posto alla Vuelta, un secondo al Giro e un terzo al Tour non bastavano alla gente, quasi fossero risultati dettati dal caso, ora invece tutti siamo sicuri che siamo di fronte ad un fenomeno che cullava grandi sogni che ora si trasformano uno alla volta in realtà… 

24 maggio 2013

37 ANNI, 3 VOLTE POSITIVO AL DOPING: RADIAZIONE? E' IL MINIMO...

Danilo Di Luca
Un Giro d’Italia così, pieno d’acqua e neve non si vedeva da svariati anni, dal 1995 per la precisione quando forse le condizioni meteorologiche erano peggiori. Ma dal 1989 non si annullava una tappa come quest’oggi, quando la neve ha fatto si che fosse impossibile, non solo superare il Gavia e lo Stelvio, ma anche il piano b che comprendeva il Tonale. Forse questa non è la più brutta notizia che ci si poteva aspettare, lo è decisamente un’altra: Danilo Di Luca è risultato positivo all’epo. Un chiaro esempio di idiozia visto il passato di questo atleta, squalificato nel 2007 e nel 2009 già per doping. Si legge che il controllo a sorpresa è stato effettuato il 29 aprile, prima che iniziasse il giro d’Italia, ma non si capisce cosa cavolo sia passato per la testa a Danilo Di Luca. Sono arrivate anche le parole di Scinto, il direttore sportivo della Vini Fantini Selle Italia, che critica pesantemente il gesto dell’atleta (già licenziato dalla squadra), e la squadra stessa dicendo che Danilo Di Luca non rientrava nei piani della società, ma è stato fortemente voluto dagli sponsor, ripagati di conseguenza con questa bruttissima ed ennesima storia di doping. C’è da chiedersi perché lo stesso direttore sportivo non si sia rifiutato allora di salire in ammiraglia nel momento in cui al via c’era anche quest’uomo?! In questi casi è giusto parlare di persona malata, e non sarebbe neanche giusto sprecare del tempo per giudicarlo, la radiazione sportiva è d’obbligo, ma senza perderci altro tempo e denaro per queste persone che non meritano nulla. Non facciamo l’errore di generalizzare, ora è facile dire “lo sono tutti così”, ma non cadiamo in questo tranello. Finisco con una domanda: dove cavolo vai a 37 anni per la terza volta positivo al doping? Ma non lo sapevi che il tuo negativo passato faceva si che i controlli fossero d’obbligo? Difficilmente riesco a trovare ipotesi di risposta…

03 maggio 2013

GIRO DA BRIVIDI, MAI COSI' INCERTO COME QUEST'ANNO!

I pretendenti alla maglia rosa

4 maggio 2013, parte il Giro d’Italia, festa, calore e fascino sono 3 delle principali componenti quando si parla di questa bellissima e importantissima manifestazione. C’è chi, anche tra gli intenditori, dice che il Tour sta perdendo l’importanza primaria al cospetto della corsa italiana: le montagne? La gente? Le tappe? Un po’tutto contribuisce a ciò. Si parte da Napoli, città in festa già da mercoledì, pronta per dare il via ad una sfida che si preannuncia più agguerrita che mai: in sette per il primato, salvo ovviamente sorprese, anche se potevano essere in otto dato il ritiro all’ultimo per una cisti di Ivan Basso. Hesjedal, vincitore uscente crede nel bis, tutto è possibile e il bravo ragazzo canadese ha tutte le carte in regola per stupire nuovamente. Samuel Sanchez è diventato maturo al punto giusto per portarsi a casa anche un giro d’Italia, gli arrivi in salita sono il suo forte: spettacolo assicurato. Cadel Evans, continua dire che se parte non lo fa per staccarsi alla prima montagna, ma perché è ancora in grado di lottare per la maglia rosa, significa anche per portarla fino a Brescia. Poi c’è l’uomo di casa, Vincenzo Nibali, a Napoli tutto il tifo è per lui, è arrivata la grande occasione, verrebbe da dire che ora non si può sbagliare anche se sarà difficile farlo quando ti trovi avversari così forti, forti come l’attrazione dei media di quest’anno Bradley Wiggins. Tutti i giornalisti lo cercano, televisioni da tutto il mondo, compresa la televisione di stato cinese e Al Jazeera, lo cercano ovunque, un po’ come quando è sbarcato in Italia Armstrong; forse la pressione è tutta su di lui, dato che da un vincitore del Tour de France ti aspetti sempre il massimo. E poi c’è Scarponi, ogni anno lì davanti ma senza primeggiare, sarà la volta buona? Staremo a vedere…la sorpresa sta nell’olandese Gesink, un punto di domanda che potrebbe stupire tutti. Sette sono gli ufficiali pretendenti alla maglia rosa, ma l’ottavo e il nono li aggiungo io, la sorpresa delle sorprese, chiamato all’ultimo dopo il ritiro di Ivan Basso, Damiano Caruso ha l’occasione della vita, sarà lui probabilmente l’uomo di punta della Cannondale, non un giovane qualunque, ma uno di quelli preparati per sorprendere. Non è finita qui, il buon Franco Pellizzotti nessuno l’ha nominato, ma attenti, potremmo finire col nominarlo tutti quanti…Buon giro a tutti!

05 aprile 2013

IL CASTELLO DI CANEVA NON BASTA PER BATTERE IL TRENTINO E LA MELINDA!


La situazione non è ancora chiarissima, ma si comincia a far luce sull’assegnazione dei campionati italiani assoluti di ciclismo. Accolta la novità di disputare in sedi diverse ogni gara, quindi non ci sarà più molto presumibilmente la classica settimana tricolore; per quanto riguarda i big, le voci emerse davano per favorito il Friuli come regione ospitante. Dopo il flop del Giro del Friuli professionisti di quest’anno (per motivi economici non si è disputato), l’organizzazione sembrava pronta a rilanciarsi nell’ospitare la massima competizione a livello nazionale, in giugno con il circuito già in testa (partenza da Brugnera (Pn) e arrivo sul famoso Castello di Caneva (Pn)), una classica per chi negli anni scorsi aveva appunto disputato già il Giro del Friuli. Improvvisamente la federazione ha cambiato rotta, motivazione economica? Si presume di si: la classica valida per il Trofeo Melinda Val di Non di fine giugno sarà anche l’occasione in cui si assegnerà il titolo tricolore. Delusione in Friuli, festa in Trentino che per il secondo anno consecutivo ospita la manifestazione, e soprattutto vi è il coronamento di una classica molto bella, selettiva che ogni anno regala spettacolo agli appassionati.

28 febbraio 2013

CICLISMO SU PISTA: MONDIALI IN CHIAROSCURO PER L'ITALIA, BENE LA BRONZINI

Giorgia Bronzini

Nel fine settimana si sono svolti i Campionati Mondiali di ciclismo su pista, nel modernissimo velodromo di Minsk. L’Italia torna a casa con una medaglia, un bronzo, ottenuto al femminile con la solita rimonta. Mondiale positivo secondo i numeri, difatti l’anno scorso da Melbourne la spedizione azzurra tornò a casa a mani vuote, ora almeno un bronzo c’è. Ci si aspettava forse qualcosa di più visto i recenti risultati in coppa del mondo, ma dobbiamo tener conto della rivoluzione in atto nel movimento, dove l’Italia ha perso quel fascino che la contraddistingueva in questo sport. A parte il bronzo al femminile, Angelo Ciccone e Liam Bertazzo sono andati vicino alla medaglia nel madison; Francesco Ceci e Paolo Simion non hanno brillato come si sperava. Tornando al femminile buona la prestazione di Simona Frapporti. Per Marco Villa e Dino Salvoldi, i due tecnici, c’è tanto da lavorare, e la giovane Italia può solo migliorare in vista del reale obiettivo che rimane Rio 2016, quando speriamo di avere un contingente più numeroso rispetto Londra 2012. 

19 febbraio 2013

MONDIALI DI CICLISMO SU PISTA AL VIA IN BIELORUSSIA

La Minsk Arena
Se in Italia domani scatteranno i Mondiali di sci nordico in Val di Fiemme, ci sarà un’altra manifestazione mondiale che prenderà il via: i Campionati Mondiali di ciclismo su pista in Bielorussia. Da domani a domenica saranno assegnate ben 57 medaglie tra uomini e donne, per un totale di 10 gare maschili e 9 femminili. La manifestazione si svolgerà nella Minsk Arena, modernissima struttura della capitale che ospiterà nazioni da ogni parte del mondo. L’Italia non ha grosse pretese, il movimento è in cresciuta, l’anno scorso dall’Australia siamo tornati a casa a bocca asciutta, e come tutte le altre nazionali il lavoro che si sta svolgendo, ed è appena iniziato, mira a Rio 2016. Come la tradizione vuole, all’inizio del quadriennio olimpico, le squadre operano un ringiovanimento proprio in vista delle Olimpiadi successive, ad esempio l’Australia, autentica mattatrice dei Mondiali dell’anno scorso, si presenta in Bielorussia senza tre campioni del mondo in carica. Tornando al capitolo azzurro, da questo punto di vista gli addetti ai lavori, ci dicono che l’Italia è ben avviata in questo progetto, pronta a stupire tutti nei prossimi anni, purtroppo non si potrà contare su alcuni atleti di punta dato che questo periodo coincide anche col periodo di preparazione di tutte le squadre professionistiche in vista della prossima stagione sportiva.

16 gennaio 2013

IL CALENDARIO UCI WORLD TOUR 2013


Andiamo a vedere quale sarà il calendario dell’ UCI World Tour, varato già molto tempo fa dall’UCI ovvero l’Unione Ciclistica Internazionale. Vi è un lieto ritorno nel programma, il giro della Lombardia; mentre si comincerà dalla classica Australia il 22 gennaio con il Tour Down Under per finire con il Tour di Pechino ad ottobre dopo aver fatto il giro del mondo. Delle 29 gare in programma, la Milano-Sanremo si correrà alla domenica invece che al tradizionale sabato (17 marzo). Ovviamente non fanno parte del World Tour i mondiali, che si svolgeranno in Italia a Firenze a fine settembre.

ECCO IL CALENDARIO COMPLETO:

  1. 22-27 Gennaio 2013    Tour Down Under    AUSTRALIA
  2. 3-10 Marzo 2013    Parigi-Nizza    FRANCIA
  3. 6-12 Marzo 2013    Tirreno-Adriatico    ITALIA
  4. 17 Marzo 2013    Milano-Sanremo    ITALIA
  5. 18-24 Marzo 2013    Giro della Catalogna    SPAGNA
  6. 22 Marzo 2013    E3 Prijs Vlaanderen-Harelbeke    BELGIO
  7. 24 Marzo 2013    Gent-Wevelgem    BELGIO
  8. 31 Marzo 2013    Giro delle Fiandre    BELGIO
  9. 1-6 Aprile 2013    Giro dei Paesi Baschi    SPAGNA
  10. 7 Aprile 2013    Parigi-Roubaix    FRANCIA
  11. 14 Aprile 2013    Amstel Gold Race    OLANDA
  12. 17 Aprile 2013    Freccia Vallone    BELGIO
  13. 21 Aprile 2013    Liegi-Bastogne-Liegi    BELGIO
  14. 24-28 Aprile 2013    Giro di Romandia    SVIZZERA
  15. 4-26 Maggio 2013    Giro d'Italia    ITALIA
  16. 2-9 Giugno 2013    Giro del Delfinato    FRANCIA
  17. 8-16 Giugno 2013    Giro di Svizzera    SVIZZERA
  18. 29 Giu-21 Luglio 2013    Tour de France    FRANCIA
  19. 27 Luglio2013    Clasica de San Sebastian    SPAGNA
  20. 27 Lug-3 Agosto 2013    Giro della Polonia    POLONIA
  21. 12-18 Agosto 2013    Eneco Tour    FRANCIA
  22. 24 Ago-15 Settembre 2013    Vuelta a Espana    SPAGNA
  23. 1 Settembre 2013    GP Plouay    FRANCIA
  24. 13 Settembre 2013 Grand Prix Cycliste de Quèbec    CANADA
  25. 15 Settembre 2013    Grand Prix Cycliste de Montrèal    CANADA
  26. 25 Settembre 2013    Vattenfall Cyclassics    GERMANIA
  27. 6 Ottobre 2013    Giro di Lombardia    ITALIA
  28. 9-13 Ottobre 2013    Tour of Hangzhou    CINA
  29. 16-20 Ottobre 2013    Tour of Beijing    CINA

13 settembre 2012

Cuore, Carattere, Classe: in una parola CONTADOR

Alberto Contador e l'esultanza tipica
È tornato re Alberto Contador. Reduce da due anni di squalifica, appena rientrato ha centrato subito la vittoria, nella sua Spagna vincendo per la seconda volta nella sua carriera la Vuelta de España.
Nonostante un confuso e mai risolto caso di doping, Contador non si è dato per vinto, tenendosi sempre in forma a livelli eccellenti; ha dimostrato anche in questa corsa a tappe di essere il più forte, di avere una classe

30 maggio 2012

IL GIRO D'ITALIA 2012 PARLA CANADESE


Ryder Hejsedal

Alla fine il trentaduenne canadese ce l’ha fatta! È di Ryder Hejsedal il 95° Giro d’Italia. 

Da vero outsider ha saputo resistere anche alle grandi salite, sorpassando in classifica