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17 marzo 2014

L'ITALIANBAJA 2014 SI LEGGE "ARABIAN"-BAJA

Emir-rally. Eh già, questa parola girava già da qualche giorno sulla rete quando si cercava di descrivere quello che sarebbe stato l'Italianbaja 2014. Come potete dedurre, da quello che potrebbe essere benissimo un titolo di un articolo, il protagonista assoluto è stato un pilota proveniente da quelle terre degli emirati, precisamente dall'Arabia Saudita. Si chiama Yazeed Al Rajhi, e sta sorprendendo tutti perchè dopo l'innevata vittoria di Leningrado di un mese fa è riuscito ad aggiudicarsi il polveroso Italianbaja con una rimonta magistrale nell'ultima giornata, culminata con il vantaggio finale di 44" sul russo Gadasin. Quest'ultimo puntava chiaramente al poker di vittorie, ma ha dovuto inchinarsi al saudita nonostante l'esiguo vantaggio che si trovava ad amministrare dopo il day 2. Toyota Hilux Overdrive per Al Rajhi, G-Force Proto per Gadasin, altro Toyota Hilux Overdrive per Dabrowski. Il polacco ha agguantato la terza posizione, sempre costante dopo lo spumeggiante avvio di venerdì quando è stato protagonista del prologo nei guadi del Meduna. Giù dal podio le Mini, e se vogliamo è una notizia sorprendente, Vasilyev e il giovane Kazmarski rispettivamente quarto e quinto. Settimo posto per il vincitore del 2013, il brasiliano Varela, sempre su Toyota Hilux del team sudafricano Overdrive, presentatosi a Pordenone con ben 5 vetture ufficiali dirette dallo splendido Jean-Marc Fortin, al cospetto delle "sole" due Mini, ovvero i due principali team al via della competizione. Male gli italiani, senza armi per contrastare la truppa estera. Sfortunatissimo Elvis Borsoi che all'ultimo tratto cronometrato la frizione lo tradisce ed è costretto ad abbandonare la gara a favore di Lorenzo Codecà (Suzuki) davanti a Riccardo Colombo (Mitsubishi), risultati che si rifanno al campionato italiano tout terrain.

Nel mondo delle due ruote non c'è il bis per Alessandro Ruoso che trova un altro friulano più veloce di lui, Vanni Cominotto, in grado di dominare dall'inizio alla fine la gara. Terzo il polacco Jakub Przygonski, pilota molto esperto grazie alle numerose partecipazioni alla Dakar. 
Tra i quad è un altro pilota di casa a trionfare, Biscontin che non senza qualche difficoltà alla fine si sbarazza di Wisniewski (Polonia) e Somfai (Ungheria), rispettivamente secondo e terzo. 
Come sempre il team di Tavella ha organizzato la gara in maniera impeccabile, ora sotto con l'edizione del 2015...

12 marzo 2014

FAVORITI DELL'ITALIANBAJA 2014? ECCOLI

Diamo uno sguardo all'elenco iscritti, cercando di analizzare quelle che potrebbero essere le dinamiche dell' Italianbaja 2014 nelle varie categorie.
Al Rajhi
AUTO: l'impressione, per non dire la certezza, è che la battaglia sarà tra le Mini e i Toyota Hilux. Lo squadrone Mini, diretto dallo storico Sven Quandt, che presentò alla Dakar 2014 più di 10 vetture, ne ha portate due a Pordenone, guidate da piloti esperti che provengono dalla Dakar, in particolare il russo Vasilyev che questa gara l'ha già vinta con il Proto della G-Force. Mentre l'altro pilota, il polacco Kaczmarski dovrà cercare di adattarsi fin da subito perchè gli altri non lo staranno ad aspettare. C'è gente che la gara la conosce per bene, come il brasiliano Varela che fungerà da capitano del team Overdrive e i suoi Toyota: è colui che vinse la gara l'anno scorso, a dir il vero inaspettatamente, quindi ora arricchito dall'esperienza sarà ancor più dura batterlo. Presente anche l'emiro Al Rajhi, fresco vincitore dell'innevata Northern Forest 2014 di San Pietroburgo, quindi deciso a dar continuità ai risultati per provare a coltivare il sogno della Coppa del Mondo. Completano lo schieramento Overdrive, il russo Zheludov, il polacco Dabrowski e l'altro polacco Adam Maiysz che gli appassionati degli sport invernali conosceranno benissimo dato che viene considerato uno dei più grandi saltatori di tutti i tempi. Della partita anche Jean Luois Schlesser, il suo buggy il cui habitat naturale sono i grandi deserti non ha gran feeling con questa gara che assomiglia più a un rally, ma se mettiamo assieme l'esperienza del pilota e il fatto che il tracciato sia stato modificato tagliando parti d'acqua, tutto fa si che se la possa giocare. Dello stesso avviso il bassanese Miki Biasion, il grande ritorno, la cui incognita rimane il motore, ma siamo sicuri che anche in pochissimo tempo Miki ha saputo crearsi quella necessaria fiducia per far paura a tutti. 

Przygonski
MOTO: mancando Mister Dakar, Stephane Peterhansel, che l'anno scorso ci ha deliziato con la sua presenza, Alessandro Ruoso, campione del mondo in carica, non dovrebbe aver problemi nel fare il bis, ma ovviamente queste sono gare dove fino all'ultimo centimetro nulla è detto. Attenzione al polacco, esperto di Dakar, Przygonski e all'italiano Zanotti. Le sorprese potrebbero arrivare dalla Spagna e dal Venezuela: Rivera e Berti Mendez. Occhio al portoghese Rui Costa. 


Laskawiec


QUAD: Josep Machacek ci sarà, e con lui il suo palmares di 5 Dakar vinte. Pare che la battaglia in questa categoria sarà molto agguerrita, piloti da tutto il mondo in grado di vincere anche se dalla Polonia arriva il pericolo numero uno: Lukasz Laskawiec e il suo Yamaha Raptor.

SACILE STA A BUENOS AIRES COME L'ITALIANBAJA STA ALLA DAKAR!

Profumo di vere e grandi imprese, profumo di Dakar. E' l'aria che si respira in quel di Pordenone che oggi vede tutti in fermento per preparare al meglio l'ennesima e straordinaria Italianbaja. La Cross Country World Cup fa tappa in Friuli, ed è l'occasione speciale per avvicinare quel mondo che il canale televisivo di Eurosport, ci trasmette nel mese di gennaio, ovvero in occasione della Dakar. Va bene, non ci sono i big come una volta, ci vorrà ancora del tempo per acquisire quella fiducia, non ci saranno i bisonti del deserto come i Kamaz, che arrivavano a sfrecciare nelle spiagge di Lignano e Bibione dopo la lunga maratona sui greti friulani, ma l'atmosfera che si vive è simile, soprattutto per chi è appassionato e capisce come questi non possono essere chiamati soltanto piloti per compiere certe sfide. Sacile sarà il via, Piazza del Popolo il centro, quel popolo che ovviamente non potrà mai raggiungere i numeri di una Buenos Aires, Rosario o Santiago del Cile, ma ne sono sicuro che "il via" è quello giusto, si perchè Sacile e Piazza del Popolo sono parte del motorsport friulano e italiano, capace di ospitare anche quello che era uno dei più importanti rally, come il Rally Piancavallo, a livello europeo; non solo, da lì i vari Stephane Peterhansel, Hiroshi Masuoka,  Pierre Lartigue, Jutta Kleinschmidt, Kenjiro Shinozuka, si sono dati appuntamento fisso dopo la Dakar per tanti anni, e con loro vi è un superstite che si ripresenterà nuovamente, l'intramontabile Jean Louis Schlesser con il suo buggy. Chissà l'effetto emotivo di ritornarci dopo tanti anni; quella sensazione di un grande ritorno che proveranno tutti gli appassionati nel rivedere Miki Biasion e il Mithsubishi L200 T1 preparato per l'occasione da Ralliart per cercare di contrastare le Mini ufficiali e i Toyota Hilux dell'Overdrive. 
Ricordatevi: venerdi, ore 15.00, Piazza del Popolo, Sacile. Vietato mancare.

27 febbraio 2014

L'ARIA MAGICA DELLA DAKAR IN FRIULI A MARZO...

Marzo non è un mese qualunque. C'è l'Italianbaja. Va bene, non ci saranno gli stessi piloti della Dakar, gli squadroni ufficiali, i mostruosi Kamaz di Chagin, non saranno le spiagge di Lignano e Bibione come teatro finale come avveniva in passato, ma l'aria che si respira in quei giorni è sempre magica per chi del motorsport è affascinato. E' l'unica tappa italiana, e ne vale proprio la pena farsi qualche chilometro per vedere degli autentici bolidi, attraversare fiumi, torrenti, immergersi nel fango e sfrecciare nelle stradine friulane. Se poi ti dicono che Miki Biasion sarà la special guest, ancor di più moralmente ti senti coinvolto, e non è detto che lo vedremo soltanto come ospite, ma seduto nuovamente su un sedile da gara, competitivo, perchè conoscendolo, non gli piacerebbe di sicuro fare la comparsa. Aspetti impaziente, entri nel sito ufficiale della manifestazione più volte perchè vorresti che la magia di avere Peterhansel nuovamente vicino, ci sia ancora. Per ora nemmeno il web sa darti una risposta, ma la speranza come al solito sarà l'ultima a morire, oltertutto perchè la sfida con il fantastico pilota di casa, Alessandro Ruoso, è nuovamente aperta. 8 marzo la presentazione, il 13 il via, il 16 finirà quella che viene annunciata come una manifestazione coi fiocchi, come Tavella (organizzatore) ci ha sempre mostrato, capace di stupire occhi provenienti da tantissime nazioni, insomma stupire il mondo intero. 

08 febbraio 2014

NORTHERN FOREST 2014 PREVIEW


NORTHERN FOREST PREVIEW 2013, SAINT PETERSBURG, RUSSIA 14-16th FEBRUARY

06 dicembre 2013

E' TUTTO VERO: ALESSANDRO RUOSO E' CAMPIONE DEL MONDO!

Alessandro Ruoso
Campione del mondo. Quanti di voi hanno sognato nella vita di essere i migliori al mondo in qualcosa? Almeno per un anno? Alessandro Ruoso ce l’ha fatta, è campione del mondo, un premio alla meravigliosa carriera che potrà sicuramente ancora arricchirsi di altri successi. Poco di strano direte voi, ma adesso vi dico io cosa c’è di grande dietro a questa “normale” storia. Alessandro proviene dalla periferia, Porcia (Pordenone) ed ha vinto il mondiale intitolato Fim Bajas World Cup, ovvero specialità in cui di solito primeggiano i grandi maestri che poi nel mese di gennaio solitamente si danno battaglia nella corsa più dura al mondo, la Dakar. Questo mitico ragazzo si è tenuto dietro sua maestà Stephane Peterhansel, dall’Italian Baja di marzo, la prima gara di campionato, fino all’ultima, e addirittura ha saputo conquistarsi il titolo con una gara di anticipo, senza addossarsi la vicina, ma pur costosa, trasferta in Portogallo. Figlio di una famiglia che nel dna ha la passione dei motori, ha saputo rialzarsi anche da momenti brutti come l’infortunio che lo ha tenuto fuori fino al 2006, proprio quando avrebbe dovuto disputare il mondiale motocross, è ritornato piano piano alla ribalta fino a questo successo iridato. Ora non ci si ferma, anche se “l’amico” Peterhansel gli ha consigliato di correre con una federazione straniera, lui non molla e sceglie ancora l’Italia, dove però la fatica a trovare supporti economici è fortissima. Ora Venezuela e Spagna per lavoro, poi sarà di nuovo Italian Baja, con o senza Peterhansel. Mi chiedo: è un piccolo passo verso un futuro chiamato Dakar? Sto pensando l’irreale?...

25 marzo 2013

NUOVO PAUROSO INCIDENTE PER KUBICA AL RALLY DELLE CANARIE! (VIDEO)


Robert Kubica

Nuovo spaventoso e brutale incidente per Kubica. Il pilota polacco, ex Formula Uno, stava svolgendo il Rally delle Canarie valido per il Campionato Europeo Rally. Dal video potete notare cosa ha rischiato Robert, fortunatamente il guard rail lo ha salvato dallo strapiombo, e i due non hanno riportato grosse ferite se non tanta paura. Mamma mia Robert, che fatica ad adattarsi al rally!

18 marzo 2013

SI, IO NELLA MIA VITA SONO STATO AL FIANCO DI STEPHANE PETERHANSEL PER DUE GIORNI!

Stephane Peterhansel

Tutto è partito da quel comunicato che vidi nel sito ufficiale dell’Italian Baja come ogni giorno ero solito consultare. Peterhansel al via della gara! No, è vero? Si è scritto in maniera ufficiale quindi per forza verrà, ma non ti ricordi che anche qualche anno fa doveva venire con la Mini e poi non è venuto? Si ma dai, non può succedere ancora, che figura farebbero? Va bene, non resta che aspettare il giorno della gara! Guardo e riguardo ogni giorno se ci sono novità, in internet non si parla tanto di Peterhansel a  Pordenone, ma sicuro che sarebbe l’uomo più atteso. Non ci dovrebbe essere solo lui, c’è la Mini ufficiale che domina le ultime Dakar, c’è Adam Malysz che è stato il più grande saltatore di sci di tutti i tempi, c’è Botturi, c’è Zanotti, il leone Jean Lous Schlesser, c’è Laskawiec, insomma gente che vedi su Eurosport nel mese di gennaio a fare la Dakar, parola che solo a pronunciarla mi fa venire i brividi. 15 marzo 2013, è il mio compleanno, si va in fiera a Pordenone, dovrebbero essere tutti lì quei mostri sacri, fatalità arrivo nel momento in cui devono entrare nella sala per il consueto briefing, mi guardo intorno, gente che mastica motori mattina e sera, vedo la scritta di una felpa che recita “Yamaha Motorsport”, mi ricordo che è il team di Peterhansel per l’occasione, guardo bene, giro l’angolo ed è lui. Incredibile, sono a mezzo metro da uno dei più grandi del motorsport, 11 Dakar vinte, ed è accanto a me, parla francese con quelli che lo circondano. Io rimango immobile, penso, scatto la foto, con l'iphone, con la macchinetta, una due te, sarò arrivato a dieci, e lo seguo ovunque. Finito il briefing lo seguo, nel suo box, si prepara per la partenza, mentre attorno fotografi e media cominciano a radunarsi, ci sono anch’io tra loro, che assisto a delle scene che non dimenticherò mai. 16 marzo, mi alzo presto, e vado a rivederli, ma lui è quello che attira l’attenzione più di tutti, devo chiedergli l’autografo, ho portato due fotografie per farle autografare, aspetto il pomeriggio che rientri dalle prove speciali. Arriva! Sporco di fango, lo lascio tranquillo un attimo, si toglie il casco e poi in inglese gli chiedo L’autografo, mi dice si, un attimo, ce l’ho fatta, gli appoggio le foto sulla moto, sorride e me li fa, mi accorgo che due fotografi ci stanno fotografando! Cosa fotografano? Si beh ovvio di sicuro non me, ma penso al lato umano di questo sport in cui la gente è a contatto con tutti, puoi stare con loro, è possibile nel calcio? Ma dai, nemmeno sognarlo…è anche questo il bello del motorsport! Metto le due foto insieme agli altri autografi, alla sera me ne vado a casa contento, contentissimo, sono stato di fianco a Peterhansel per due giornate, un idolo, un sogno avverato. Il prossimo da avverare? Due giornate con il suo collega Sebastian Loeb, pagherei oro…

CHAPEAU ALL'ITALIAN BAJA 2013 FIRMATO BRASILE!


Il duo vincitore Varela-Guglielmin
E chi se l’aspettava un brasiliano davanti a tutti? Si chiama Reinaldo Varela, copilotato da Gustavo Guglielmin il vincitore dell’Italian Baja 2013 della categoria delle auto. Un’autentica sorpresa, uno che alla vigilia era considerato come un possibile outsider, supportato da un’auto eccezionale come il Toyota Hilux dell’Overdrive. Per il giovane team gestito dal grandissimo Jean Marc Fortin si tratta di un grande successo, segno della crescita che in poco tempo, questa squadra ha intrapreso. Si deve arrendere il polacco Holowczyc, pilota ufficiale dello squadrone Mini, che pensate bene dopo 3 or e 40 minuti di gara circa, si ritrova al secondo posto persoli 12 secondi. Terzo l’immortale Jean Louis Schlesser a 7’34” dalla vetta con il suo Original Buggy, a lui sembra andare il record del salto più lungo, in località Rauscedo (nel quartier generale si parlava di 148 metri). Italain Baja travagliato per lo squadrone G-Force: dopo essere stati riammessi alla gare per le irregolarità riscontrate nelle verifiche tecniche, Gadasin ha dovuto arrendersi per dei problemi ai freni, vincendo nonostante tutto 4 speciali, dimostrando che se tutto andava liscio per il primo posto c'era nettamente anche lui (Novytskyi ha terminato quinto, Gadasin trentunesimo e Vasilyev si è ritirato). Nelle moto c’era il protagonista più atteso, Stephane Peterhansel che ritornava per l’occasione in sella ad una moto. La vittoria è sempre un affare di casa: dopo il dominio di Basso negli ultimi tre anni (assente per influenza) è Alessandro Ruoso a cogliere il testimone. Il crossista friulano ha approfittato della conoscenza del tracciato, anche se alla sua prima esperienza nel mondo del fuoristrada, per avere la meglio su alcuni specialisti della disciplina. Ruoso si è preso anche dei rischi, e ad un certo punto si è trovato dietro al francese, però ha saputo recuperare e riguadagnare sullo stesso Peterhansel. Quindi Ruoso, Peterhansel e terzo Botturi, reduce da un’ottima Dakar, coglie forse il suo obiettivo: il podio! Nei quad il nostro Toro ha provato, fin che ha potuto, contrastare la forza del polacco Laskawiec che vince la gara con un netto distacco. Grande spettacolo infine con i tre Unimog in azione negli sterrati e nei greti dei fiumi friulani, sempre bello vedere questi bisonti sfrecciare ed immergersi nell’acqua sfoderando una potenza impressionante. Gara perfetta, bellissima, la ventesima per la cronaca, celebrata con una grande cena di gala venerdì sera nella quale si è voluto ringraziare tutti e mostrare come questa organizzazione non sia stanca di organizzare questo grande evento e pensi già all’anno successivo per rendere il tutto ancor più bello nel libro della storia.


11 marzo 2013

L'ITALIAN BAJA APRE IL SIPARIO: SVELATI I SEGRETI!


In pochi lo sanno, ma ve lo dico io, in Friuli durante questa settimana ci saranno gli occhi puntati di un mondo intero, quello del motorsport. È la settimana dell’Italian Baja, giunta alla ventesima edizione, premiata da un elenco iscritti di tutto rispetto che promette spettacolo ed emozioni dall’inizio alla fine. Sabato mattina la presentazione, hanno parlato tutte le autorità presenti spendendo solo parole di elogio per una competizione del genere, che continua a dare un impulso all’economia nonstante il momento economico negativo, che rispetta le regole del territorio e che continua a divulgare l’immagine della regione nel mondo. Ci si aspettano grandi duelli: a partire da quello delle auto tra il russo Gadasin e il pilota polacco ufficiale della Mini Holowczyc. Nelle moto sfida stellare tra il padrone di casa che ha vinto le ultime tre edizioni, Basso, e Mr Dakar Stephane Peterhansel (11 Dakar vinte), nei quad sarà molto interessante vedere come si comporta l’asso italiano Montalbini che è alla sua prima esperienza fuori dai crossodromi, e quindi nel fuoristrada, contro gli specialisti della Dakar. Emozionante sarà vedere tra le nostre terre anche i tre “bisonti del deserto” iscritti: gli Unimog di Verzelletti che hanno partecipato all’ultima Dakar. Sempre nella presentazione sono stati svelati anche il programma e il tracciato: quest’ultimo non ha subito grandi variazioni, la novità sta nella tappa marathon, ovvero i piloti terminata la prova speciale avranno tempo solo per un breve riordino per eseguire la stessa prova speciale al contrario, le auto e i camion lo faranno nella prova “Mosaico” mentre moto e quad nella prova “Rauscedo”. Si partirà venerdì da Sacile, dalla piazza centrale esattamente come 10 anni fa, poi ci sarà la breve super speciale che stabilirà l’ordine di partenza per il giorno dopo. Il fulcro della manifestazione, senza ombra di dubbio, sarà la cena di gala di venerdì sera quando verranno celebrati i 20 anni, molti gli ospiti illustri presenti alla cena, tra cui il grande Miki Biasion, a cui parteciperanno molte autorità e tutti i 118 concorrenti iscritti. Nella colonna di sinistra potete consultare tutti i dettagli di una gara ricca di fascino che si preannuncia stellare.

08 marzo 2013

ITALIANBAJA 2013: CHE ELENCO ISCRITTI!!!



Boris Gadasin
Un elenco iscritti di tutto rispetto si presenta al via dell’Italianbaja 2013. Sembra essere il giusto e degno regalo del ventennale di una manifestazione, che attirerà gli occhi del mondo in Friuli per 4 giorni, capace di scrivere la storia di questa disciplina. Il vecchio fascino di un tempo sembra essere recuperato, a testimoniarlo appunto l’elenco iscritti 2013. Per quanto riguarda la FIA Cross Country Rally World Cup, la lotta presumibilmente sarà tra il plotone dei russi con i loro G-Force Proto e la Mini ufficiale del Monster Energy X-Raid Team, quindi Gadasin contro il polacco Holowczyc. Molti i piloti dell’est europeo che si presenteranno a Pordenone e tra le possibili sorprese ci potrebbero essere Novytskyi su G-Force Proto, Zapletal e il suo H3 Evo e Porizek su H3 Evo II. Da non sottovalutare il team sudafricano Overdrive Racing che si presenta con quattro Toyota Hilux ufficiali, le stesse con cui De Villiers va sul podio alla Dakar, e una di quelle sarà guidata da Maiysz, ovvero un idolo polacco che ha vinto e stravinto già in un’altra disciplina sportiva, il salto con gli sci. Ultimo, ma non per importanza, anzi andrebbe citato per primo da questo punto di vista, il buggy di Jean Louis Schlesser. Il mitico pilota francese ama questa corsa, ma purtroppo il suo buggy non è in gran feeling con questo tracciato, amante dei deserti, qui in territorio pordenonese sicuramente potrà dare spettacolo ma sarà dura per la vittoria.

Krzysztof Holowczyc
Per quanto riguarda le moto e i quad l’elenco iscritti sembra aver subito un’impennata con l’iscrizione di Peterhansel. Sarà proprio lui la star di questa manifestazione che ha deciso affrontare in moto piuttosto che in auto com’è abituato ultimamente (5 Dakar vinte in moto e poi 6 Dakar vinte in auto). Mr Dakar dovrà vedersela con il beniamino di casa, Alberto Basso, capace di vincere l’Italianbaja 3 volte come il mitico Farioli, e con un sogno nel cassetto: vincere 5 Italianbaja con 5 moto diverse. Nei quad c’è la prestigiosa iscrizione di Montalbini, il bolide dei quad italiani per la prima volta si trova ad affrontare una baja, volendo incominciare a prendere confidenza con la navigazione, lui che è abituato solo ai crossodromi.
Infine chiudiamo con i camion, tre saranno al via, sarà una lotta in casa perché sono tutti dello stesso team. Tutti Unimog, appena sistemati dalle ammaccature subite nella Dakar 2013 in Sudamerica.

GUARDA L'ELENCO ISCRITTI COMPLETO AUTO

26 febbraio 2013

UNBELIEVABLE, BUT TRUE!!!

Ieri pubblicai un post nella personale pagina Facebook che recita tutt’ora: “La notizia è da brividi: Peterhansel a casa mia!!!”. Si incredibile, ma come dice il titolo è tutto vero. Casa mia sta ad indicare l’Italianbja 2013. È arrivata l’iscrizione all’organizzazione pordenonese di uno dei più grandi del motorsport, per non dire il più grande con le sue 11 Dakar vinte, si 11! Nel ventennale dell’Italianbaja arriva questa grande sorpresa, avere un campione di questo calibro non è da tutti, potremmo dire il giusto regalo dei vent’anni di una gara storica e importantissima come questa, che nel corso degli anni ha visto partecipare i più grandi interpreti della specialità. Curioso che Stephane Peterhansel ritorna a Pordenone, una gara a lui molto cara, sulle 2 ruote. Eh già, quelle ruote che gli hanno regalato 5 Dakar. La squadra che lo supporterà sarà la Yamaha France e insieme faranno di tutto per battere il beniamino e idolo di casa che da tre edizioni domina la gara di Pordenone, Alberto Basso. Un duello che si preannuncia stellare. Come dice il proverbio, se il buongiorno si vede dal mattino, questa edizione numero 20, promette davvero bene!

08 febbraio 2013

LA PARTE CRUDELE DELLA DAKAR: VIDEO DI CIO' CHE A VOLTE UN UOMO DEVE SAPER AFFRONTARE PER POTER ARRIVARE ALLA FINE

Un "inconveniente" alla Dakar

Dietro alla parola Dakar si nascondono mille significati, valori e sentimenti che uno prova nel farla, e forse solo uno di “loro” potrebbe esser in grado di spiegare l’esatta connotazione di questa parola. Chi la segue ogni anno, sa che Dakar di certo non significa nulla di ciò che sia semplice, anzi a volte vengono messe alla prova tutte quelle doti che contraddistinguono quegli esseri umani diversi dagli altri perché più forti, con uno spirito d’avventura e di sopravvivenza superiore agli altri. Sebbene la Dakar di oggi non assomigli quella di 10-20 anni fa, dove la gara era una vera e propria avventura affidata ad una semplice bussola e senza nessun strumento tecnologico, ancora oggi mette alla prova gli uomini, dai privati ai piloti ufficiali, dalle auto ai camion. Situazione che a volte misurano quanto uno è Uomo nel vero senso della parola, ed ecco che vi presento un video (GUARDA IL VIDEO) che riassume un recupero di un’auto, immersa insieme ai suoi piloti nel fango di un fiume in piena, durato circa 4 ore, che ci racconta una delle tante storie che si possono vivere in questa straordinariamente magnifica competizione, perché di storie così ce ne potrebbero essere mille da raccontare e vedere, episodi che ci fanno capire del perché quando uno raggiunge la pedana finale esulta come se avesse vinto la propria sfida personale con la vita, con la quale per 15 giorni si è preso un bel rischio a volte…

22 gennaio 2013

DAKAR (CAMION): IL RITORNO DEI KAMAZ, 3 SU 3 SUL PODIO DI SANTIAGO


La festa Kamaz a Santiago del Cile
Ecco quel che è stata la gara dei bisonti del deserto, se meglio preferite le belve, in grado di offrire uno spettacolo unico ed emozionante che non ha rivali. Vederli attraversare immense dune di sabbia o sfrecciare tra la polvere a grande velocità non ha prezzo, per questo la gara dei camion è sempre la più affascinante e intrigante, una sfida che prima o poi tutti i piloti che passano dalle moto alle auto vorrebbero provare un domani. La categoria dei camion ha regalato molte emozioni in passato all’Italia: dalla pelle d’oca della prima vittoria italiana con l’Unimog di Giacomo Vismara alle quattro vittorie del Perlini tra il ‘90 e il ’93 senza dimenticare la vittoria l’anno scorso dell’Iveco di De Rooy che anche quest’anno poteva sembrare il favorito, ma come spesso ci ha insegnato questa gara, quando si ha una giornata negativa spesso il sogno finisce. 

Un passaggio spettacolare di un Man 
Difatti a metà gara ha dovuto fermarsi parecchio tempo per dei problemi tecnici che gli hanno portato via anche il podio di soli 4 minuti. Da metà anni 90 ad oggi è stato pressoché un dominio Kamaz o comunque un dominio targato “est”, ed è proprio quest’anno a siglare definitivamente il ritorno dei Kamaz che con il ritiro del nove volte vincitore Chagin si erano un po’ persi. Tre nelle prime tre posizioni: nell’ordine Nikolaev, Mardeev e Karginov. Buona la prova di Miki Biasion, sull’Iveco Trakker 2, era terzo finche anche lui è incappato in una giornata piena di problemi che gli ha fatto perdere tutto. Il mio sogno, e quello di qualche altro appassionato rimane quello di rivederli sfrecciare qui da noi all’Italianbaja, ricordi indimenticabili quando l’arrivo era posto sulla spiaggia di Bibione e a vincere era proprio lo squadrone Kamaz.

GUARDA LA CLASSIFICA GENERALE

DAKAR (QUAD): PATRONELLI, UN NOME, UNA GARANZIA


Marcos Patronelli
Un dominio del genere era da tanto che non si vedeva, nella gara dei quad c’è stato un solo protagonista assoluto: l’argentino Marcos Patronelli. Il marchio Patronelli oramai è una sicurezza, nelle ultime quattro edizioni due vittorie sono andate al fratello più vecchio Alejandro Patronelli e due al più giovane Marcos che quest’anno correva da solo. Per certi versi, ha disputato una gara da invincibile: ha vinto le prime quattro tappe, in testa fin dall’inizio è arrivato alla fine con quasi due ore di distacco sul secondo, lasciando agli altri solo l’onere delle vittorie di tappa mentre lui era impegnato a gestire il vantaggio potendo fermarsi anche a guardare il paesaggio meraviglioso che lo circondava pur già conoscendolo in gran parte. 

Laskawiec e il suo Yamaha
Grazie alla famiglia Patronelli la gara dei quad ha acquistato un’importanza incredibile, sempre più iscritti ed un calore per questa specialità che ogni anno si fa sentire. Secondo classificato un altro argentino Ignacio Casale, mentre terzo un saggio polacco di 47 anni ben felice di centrare il podio a Santiago del Cile. Ottima anche la prova del connazionale Laskawiec, molto forte col suo Yamaha e pronto a centrare il podio dal prossimo anno. Complimenti alla nostra Camelia Liparoti, unica donna in quad e unica italiana, quindicesima assoluta e con l’onore di essere la prima donna a vincere l’assoluta femminile dei quad della Dakar.

GUARDA LA CLASSIFICA GENERALE

DAKAR (MOTO): 5 VITTORIE NEGLI ULTIMI OTTO ANNI, CYRIL DESPRES TRIONFA


Il podio delle moto
Altra Dakar vinta da un francese è quella delle moto, la quinta in otto anni, Cyril Despres stra favorito alla vigilia dopo il forfait di Coma, non delude e se la porta a casa. Per certi versi ha fatto una Dakar alla “Peterhansel”: in controllo nella prima parte per poi sfruttare la grande esperienza, la classe cristallina e la potenza perfetta della sua KTM 450 Rally. Ktm che ha dominato la Dakar 2013, i suoi 5 piloti hanno terminato nei primi 5 posti della classifica, deludente invece l’Husqvarna che con Barreda non è riuscita ad arrivare lì in alto dove si pensava. 
Passaggio spettacolare di Despres
Ottima invece la prova di Alessandro Botturi, sempre con una Husqvarna, che ha annusato il podio fino a poco dalla fine. Torniamo al dominio Ktm, secondo conclude la gara Ruben Faria, il braccio destro di Despres, che solo all’ultimo giorno di speciali riesce a sopravanzare il cileno Chaleco Lopez, terzo per la gioia del pubblico di casa, soltanto per la penalità inflittagli per il cambio motore all’avversario. Quarto la sorpresa Jakes mentre quinto Pedrero a completare il quintetto della casa di Mattinghofen. L’unica vera insidia per il francese vincitore è stata la tappa marathon: lì senza l’assistenza al seguito ha dovuto cambiare motore da solo con l’aiuto degli avversari, perché questo è lo spirito della Dakar, addirittura scambiando il motore con quello di un pilota polacco. Quasi sicuri che il 2014 rivedrà al vertice la Ktm, ma tra i piloti sarà ancora Despres a trionfare?

GUARDA LA CLASSIFICA GENERALE

DAKAR (AUTO): Mr 11 DAKAR, MONSIEUR STEPHANE PETERHANSEL


I vincitori tra le auto
Mentre a Montecarlo sua maestà Loeb festeggiava un altro sigillo nel suo palmares, nello stesso giorno a Santiago del Cile un certo Stephane Peterhansel festeggiava la sua 11esima Dakar (6 in moto e 5 in auto). Quindi pronostici rispettati nel mondo delle auto, dov’era prevista una sua vittoria; gli unici in grado di contrastare la forza delle Mini erano i buggy di Nasser Al-Attiyah e Carlos Sainz, purtroppo per loro l’affidabilità del mezzo si è rivelata negativa data la costruzione dei buggy stessi avvenuta pochi mesi or sono e di conseguenza con pochi chilometri alle spalle. In costante miglioramento la Toyota con il suo Hilux guidato da De Villiers, secondo, sembra pronto a provarci e il prossimo anno lo farà sicuramente. 

Passaggio spettacolare della Dakar 2013
A completare il podio un’altra Mini, quella di Novitskiy che beffa di poco il compagno di squadra Nani Roma. Da segnalare l’ottima prova di Chabot e Chicherit (settimo e ottavo) con i loro buggy SMG davvero performanti e divertenti da guidare in ogni tipo di fondo; poi la buonissima prova di Orlando Terranova con il suo BMW terminato in quinta posizione, mentre sesto si è piazzato Sousa con una vettura cinese in netta crescita, la Great Wall. Per una settimana e mezza abbiamo assistito ad un bel duello, purtroppo il ritiro del qatariota ha permesso a Peterhansel di prendere il largo e da lì in poi la gara era virtualmente terminata, nonostante ciò è stata una gara bellissima che ha visto vari avvicendamenti in classifica nella prima settimana, con Peterhansel che controllava sempre e se ne stava dietro senza perdere tanto tempo, per poi emergere alla lunga e andare a vincere l’ennesima Dakar; sono aperte le scommesse: ce la farà a pareggiare il conto vittorie “auto-moto” nel 2014?

GUARDA LA CLASSIFICA GENERALE

15 gennaio 2013

L'ORGOGLIO ITALIANO TRA LE MOTO ALLA DAKAR 2013: ALESSANDRO BOTTURI


Alessandro Botturi

Pochi ne hanno parlato, probabilmente perché il binomio Italia-motori non va molto d’accordo, ma c’è un italiano che sta facendo benissimo alla Dakar 2013, è Alessandro Botturi, in sella ad una moto italiana, la Husqvarna, che sta affrontando il rally più affascinante e difficile al mondo con dei bei risultati nonostante sia solo la sua seconda partecipazione. Al giorno di riposo (l’altro ieri) era molto arrabbiato con se stesso per quello che è successo nella tappa prima del giorno di riposo: le forti piogge hanno contribuito a rendere difficile ciò che prima già di suo era complicato, molti piloti si sono ritrovati a sbagliare completamente la navigazione tra cui Alessandro, in mezzo al caos generale ha deciso di provare da solo a venirne fuori, riuscendo a perdere meno di quanto ha fatto quel gruppo ma pur sempre tanto, trovandosi a fine giornata a 27 minuti dalla vetta e dal nono al tredicesimo posto in classifica generale. Si dicevamo arrabbiato, come chi avesse l’obiettivo di vincere la Dakar e non solo di portarla a termine, ma è lui stesso a spiegare che non è questo il punto, ma solo perché fino ad allora stava disputando un’ottima gara, e bastava terminare “immuni” quella tappa perché il giorno dopo ci sarebbe stato il giorno di riposo in cui tracciare un primo bilancio. Bilancio che non può passare al negativo per Alessandro, tutto è ancora aperto e la gara che sta facendo comunque rimane ottima. 

Lui è molto dispiaciuto per il semplice fatto che il signor Wolfgang Fischer (il patron del team) non è stato ripagato, per ora, come dovrebbe essere: Barreda che puntava alla vittoria è caduta causa l’esplosione dei raggi, Viladolms ha avuto problemi tra la neve delle Ande e Alessandro Botturi dei problemi di navigazione, il tutto con dei problemi per tutti e tre alla pompa della benzina, risultato? Probabilmente la Husqvarna non riuscirà a vincere la competizione come ci si aspettava, e quello che sarebbe stato il premio più bello per il lavoro svolto dal patron Fischer. Sembra proprio che questi tre piloti non siano stati assistiti da quel pizzico di fortuna che contraddistingue i vincitori da tutti gli altri alla fine della competizione, ma la corsa è ancora lunga e tutto può succedere, anche per il nostro Botturi che ora ha il compito di arrivare a Santiago in una buona posizione. Botturi dà anche il suo giudizio sulla Dakar 2013, descrivendola più difficile di quanto si pensasse e con molta navigazione in più rispetto l’anno scorso, sottolineando come quest’anno la sua condizione fisica sia eccellente e gli permetta di recuperare subito le fatiche, grazie anche al fatto che Husqvarna offre il posto letto ai propri piloti in hotel, a differenza dei privati che si ritrovano a dormire poche ore al riparo di una misera tenda…questa è la Dakar!!!

14 gennaio 2013

DAKAR GIUNTA A META' GARA, ECCO I PRETENDENTI ALLA VITTORIA

Giro di boa per la Dakar 2013, dopo il giorno di riposo si riparte per l’ultima e decisiva settimana di gara. A metà gara un primo bilancio si può già trarre per una Dakar stupenda che ogni anno propone paesaggi stupendi che a volte si avvicinano all’Africa di una volta, e si nota come gli organizzatori si stiano impadronendo di queste terre sudamericane proponendo ogni anno posti nuovi, bellissimi e difficilissimi da attraversare.

Nassr AL-Attiyah
AUTO (guarda la classifica generale): pare che i giochi se li contendano i due favoriti della vigilia: Stephane Peterhansel al comando in classifica e Nasser AL-Attiyah staccando di soli 3 minuti dal francese con il suo buggy. Una conferma il terzo posto provvisorio del sudafricano De Villiers e il suo Toyota Hilux, seguito da un altro pilota ufficiale Mini, il russo Novitskiy (già vincitore all’Italian Baja). Grandissimi prova di Chicherit e Chabot con i loro buggy al quinto e al sesto posto e protagonisti in positivo in ogni tratto cronometrato. Sfortunato fin dal primo giorno Robby Gordon e il suo Hummer che gli crea tanti problemi, fuori dai giochi anche Sainz che deve fare i conti anche lui con l'affidabilità del buggy (lo stesso che usa Al-Attiyah)

Cyril Despres
MOTO (guarda la classifica generale): bellissima la gara di quest’anno dove tutto sarà incerto fino all’ultimo centimetro. Una decina di piloti si contendono la vittoria, e ogni giorno assistiamo ad avvicendamenti in classifica. Ci si aspettava il dominio di Despres, ma invece è una continua lotta; al giorno di riposo chiude davanti a tutti Casteu, che può “ringraziare” i tanti errori di navigazione nella difficile e lunga

11 gennaio 2013

DRAMMA ALLA DAKAR, MUORE IL VENTICINQUENNE THOMAS BOURGIN!

Thomas Bourgin

La Dakar miete un’altra vittima. Stavolta a farne le spese è un venticinquenne di Saint Etienne, Thomas Bourgin, che alle 8.27 (ora locale) al km 237, in zona di trasferimento nel nord dell’Argentina, si è scontrato con una macchina della polizia locale che proveniva nel senso opposto. Inutili i tempestivi soccorsi, i medici non hanno fatto altro che constatare la morte del giovane e sfortunato pilota francese. È la terza vittima quest’anno, se consideriamo i due morti e i sette feriti dell’incidente dell’altro giorno avvenuto tra due taxi e un’auto dell’assistenza. A dare il triste annuncio di quanto accaduto è stata l’organizzazione insieme alla televisione locale C5N, specificando che è stata aperta un’inchiesta per capirne la dinamica. Bourgin correva in sella ad una kKTM, numero 106 e si trovava in sessantottesima posizione in classifica. Il francese è la terza vittima da quando la Dakar si corre in Sudamerica, la 53esima del Rally Raid più famoso e più difficile al mondo.